Negli ultimi mesi, Tether, emittente della più grande stablecoin al mondo USDT, è finita sotto i riflettori per la trasparenza delle sue riserve e sospetti di indagini federali.
Con un valore di mercato di 120 miliardi di dollari, Tether sta cercando di rassicurare gli investitori e rispondere alle accuse attraverso dichiarazioni pubbliche del CEO Paolo Ardoino.
Paolo Ardoino rassicura sulle riserve di Tether
Paolo Ardoino, CEO di Tether, ha recentemente svelato la composizione delle riserve che supportano USDT, confermando che includono non solo dollari USA ma anche una significativa quantità di Bitcoin e oro. La dichiarazione arriva durante il terzo Plan ₿ Forum a Lugano, in risposta a dubbi sulla stabilità delle riserve.
Secondo Ardoino, Tether possiede 82.454 Bitcoin (equivalenti a 5,5 miliardi di dollari al tasso attuale) e 48,3 tonnellate di oro. Inoltre, Ardoino ha sottolineato la presenza di circa 100 miliardi di dollari in titoli del Tesoro USA, indicati come un’ulteriore “protezione contro il caos” per gli investitori.
Queste informazioni sono state rilasciate in seguito a commenti critici di alcuni esperti, tra cui il fondatore di Cyber Capital, che ha descritto Tether come una “truffa multimiliardaria”. Il CEO di Tether ha risposto su X, specificando che le riserve della società sono diversificate e sicure.
JUST IN : Tether CEO confirms their reserves hold a total of 82,454 BTC and 48.3 tons of gold. 💰📈 #Tether #Bitcoin @LuganoPlanB pic.twitter.com/QRCi1hqMO2
— Tran Hung (@spaftu) October 26, 2024
Tuttavia, nonostante queste rassicurazioni, la società deve ancora condurre un audit completo e riconosciuto da un’azienda Big Four, un passo fondamentale per una maggiore trasparenza.
Tether e le accuse di indagini federali
Oltre alla questione delle riserve, Tether è stata recentemente coinvolta in voci di una presunta indagine federale. Secondo un articolo del Wall Street Journal, le autorità statunitensi stanno monitorando Tether per potenziali violazioni delle normative antiriciclaggio e anti-sanzioni, inclusa la possibilità che USDT venga utilizzato per attività illecite.

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Paolo Ardoino ha prontamente smentito queste affermazioni, definendo le voci come “riciclaggio di vecchie narrazioni”.
Ha aggiunto che Tether “collabora regolarmente con le forze dell’ordine statunitensi per impedire che entità sanzionate, criminali o terroristi possano sfruttare USDT per scopi illeciti“. Ardoino ha inoltre ribadito che, a conoscenza della società, non esiste alcuna indagine ufficiale su Tether.
At Tether, we deal regularly and directly with law enforcement officials to help prevent rogue nations, terrorists and criminals from misusing USDt. We would know if we are being investigated as the article falsely claimed. Based on that, we can confirm that the allegations in…
— Paolo Ardoino 🤖🍐 (@paoloardoino) October 25, 2024
Nonostante le accuse e le preoccupazioni sulla trasparenza, Tether si impegna a rassicurare gli investitori, mantenendo un costante dialogo con le autorità e rendendo pubblica la struttura delle sue riserve.
Il futuro della stablecoin USDT rimane comunque oggetto di attenzione, con il mercato che attende il tanto richiesto audit che potrebbe rafforzare o minare ulteriormente la fiducia nella stablecoin leader al mondo.
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