Tether, colosso delle stablecoin con una capitalizzazione di 151 miliardi di dollari, ha ufficialmente superato la Germania in termini di possesso di titoli del Tesoro degli Stati Uniti. Un risultato straordinario che mette in luce i vantaggi di una strategia di riserve diversificate, dimostratasi efficace nel fronteggiare la volatilità tipica del mercato cripto.
Secondo i dati del Dipartimento del Tesoro USA, l’emittente della stablecoin USDt ha accumulato titoli del Tesoro per un valore di 111,4 miliardi di dollari. Un traguardo che ha spinto Tether al settimo posto tra i maggiori detentori globali, superando nazioni come Canada, Taiwan, Messico, Norvegia e Hong Kong, come riportato nel marzo 2025.
I titoli del Tesoro rappresentano uno degli strumenti finanziari più sicuri e liquidi al mondo. Tether li utilizza come componente chiave delle sue riserve, a supporto della sua stablecoin ancorata al dollaro. Questa strategia ha permesso all’azienda di rafforzare la sua posizione anche nei momenti di maggiore incertezza.
Un wallet solido tra oro e Treasury: Tether resiste alla volatilità cripto
Nel primo trimestre del 2025, la diversificazione delle riserve ha pagato. Il wallet composto da titoli del Tesoro e oro ha infatti “quasi compensato” le perdite dovute alla forte instabilità del mercato delle criptovalute, permettendo a Tether di mantenere la stabilità operativa.
Il rapporto di attestazione pubblicato dall’azienda conferma che Tether ha generato un utile operativo di oltre 1 miliardo di dollari grazie agli “investimenti tradizionali”. Un risultato attribuito in gran parte alla “solida performance del suo portafoglio di titoli del Tesoro USA”, mentre l’oro ha contribuito ad attutire gli effetti della volatilità nei mercati digitali.
Con l’arrivo di una maggiore chiarezza normativa sulle stablecoin da parte delle autorità statunitensi, gli investimenti nella USDt di Tether potrebbero aumentare ulteriormente. Parte di questi afflussi, fa sapere l’azienda, sarà destinata a rafforzare ancora le riserve in Treasury.
Nuove regolamentazioni in arrivo: lo scenario politico si intreccia con il futuro delle stablecoin
Mentre l’ecosistema delle stablecoin si evolve, cresce anche l’attenzione del mondo politico. Attualmente, due proposte legislative stanno catalizzando il dibattito. La prima, lo Stablecoin Transparency and Accountability for a Better Ledger Economy (STABLE) Act, ha ottenuto l’approvazione della Commissione Servizi Finanziari della Camera il 2 aprile con 32 voti favorevoli e 17 contrari. Ora è in attesa di discussione alla Camera dei Rappresentanti.

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Diversa la sorte del Guiding and Establishing National Innovation for US Stablecoins, noto come GENIUS Act, che l’8 maggio si è arenato per mancanza di sostegno da parte dei leader democratici. Alcuni membri del partito hanno manifestato preoccupazioni legate ai presunti interessi finanziari del presidente Donald Trump nel settore delle criptovalute, collegati alle attività imprenditoriali della sua famiglia.
Il 14 maggio, almeno 60 tra i più noti fondatori del settore crypto si sono riuniti a Washington, DC, per sostenere il GENIUS Act, una proposta che mira a introdurre linee guida sulla collateralizzazione delle stablecoin e a garantire il rispetto delle normative antiriciclaggio da parte degli emittenti.
Nel frattempo, Tether ha annunciato di aver superato i 120 miliardi di dollari in titoli del Tesoro, come indicato nel suo ultimo rapporto di attestazione. Questo la posiziona al 19° posto tra tutte le entità globali in termini di investimenti in Treasury.
“Questo traguardo non solo rafforza la strategia di gestione conservativa delle riserve dell’azienda, ma evidenzia anche il ruolo crescente di Tether nella distribuzione su larga scala di liquidità denominata in dollari”, si legge nel documento ufficiale dell’azienda.
Fonte: Cointelegraph
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