La SEC richiede 2 miliardi di dollari di danni a Ripple

La SEC avrebbe depositato un documento sigillato dove richiederebbe 2 miliardi di dollari di danni a Ripple
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Nella battaglia legale tra la Securities and Exchange Commission (SEC) e la società di criptovalute Ripple, che va avanti ormai dal dicembre 2020, sono emerse delle nuove rivelazioni riguardanti le richieste dell’organo di regolamentazione e la posizione di Ripple. Questi ultimi sviluppi mettono in evidenza come ci sia una maggior incrinatura tra l’organo guidato da Gary Gensler e Ripple.

Ripple attacca la SEC: “Progetta false dichiarazioni per fuorviare”

Secondo alcuni rapporti la SEC avrebbe depositato un documento sotto sigillo, dove si richiede un incredibile risarcimento danni di 2 miliardi di dollari a Ripple.

A farlo sapere attraverso i propri social media è stato il responsabile legale di Ripple, Stuart Alderoty, che ha criticato la SEC affermando come “questo regolatore commercia in false dichiarazioni, caratterizzate in modo errato e progettate per fuorviare”.

Allo stesso tempo Alderoty ha affermato che Ripple presenterà la propria risposta in merito il mese prossimo.

A scendere in campo è stato anche il CEO di Ripple, Brad Garlinghouse, che ha giurato di contestare con vigore il giudizio proposto. Garlinghouse ha affermato che il caso non presentava alcuna accusa o riscontri di frode, rendendo di fatto senza precedenti le richieste della SEC.

Nel suo thread su X Garlinghouse ha attaccato nuovamente la SEC affermando che l’organo di Gensler ha “ripetutamente agito al di fuori della legge, non passando inosservata ai giudici”, inoltre il CEO di Ripple ha rimarcato “la mancanza di attenzione di Gensler nei confronti di SBFrode”.

Oltre a questo attacco, nello stesso thread, l’amministratore delegato della società crypto si è detto pronto nel continuare “a smascherare la SEC per quello che è”.

La SEC non si esprime sugli ultimi sviluppi

La mossa della SEC di richiedere 2 miliardi di dollari di danni da Ripple, ha scatenato ovviamente l’indignazione degli esperti legali che seguono da anni la vicenda. Anche Bill Morgan, esperto legale e commentatore della causa, si è pronunciato in merito, ma non si è meravigliato più di tanto della richiesta della SEC, dato che “la SEC esagera sempre nei suoi casi contro le aziende e i progetti crittografici”.

Le dichiarazioni di Bill Morgan in merito a queste ultime svolte fanno comunque intendere come lo scetticismo in merito alle azioni intraprese da parte dell’organo di regolamentazione nei confronti del settore delle criptovalute sia sempre più crescente.

Nessuna dichiarazione invece da parte della SEC, che ha preferito rimanere in silenzio rifiutandosi di commentare la questione. Questo silenzio va ad aggiungere un maggiore interesse attorno a questa complessa battaglia legale, che non accenna a diminuire.

Ma soprattutto questo crescente scontro tra Ripple e SEC riflette delle tensioni molto più ampie all’interno dell’ambiente regolamentare che circonda le crypto. Ovviamente tutti gli occhi sono puntati sull’esito di questa battaglia, che avrà sicuramente delle ripercussioni sull’intero ecosistema delle criptovalute.

A febbraio un esperto aveva ipotizzato che la causa potesse trovare una conclusione ad aprile, ma, alla luce di questi ultimi sviluppi, sembra che questa possibilità sia ormai da considerarsi nulla.

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