La procedura di rimborso di FTX entra in una fase decisiva, con nuove date ufficiali e importanti aggiornamenti sul fronte legale e operativo.
Per i creditori, si tratta di passaggi cruciali che potrebbero accelerare in modo concreto il recupero dei fondi dopo uno dei più grandi fallimenti della storia delle criptovalute.
Le nuove date chiave per la distribuzione dei fondi FTX
FTX ha fissato al 14 febbraio la prossima record date, ovvero la data di registrazione necessaria per accedere alla distribuzione. L’avvio effettivo dei pagamenti è invece previsto per il 31 marzo, a condizione che vengano rispettati tutti i requisiti preliminari.
In parallelo, l’exchange ha depositato presso il Tribunale Fallimentare un avviso modificato che prevede una riduzione della riserva per i crediti contestati di 2,2 miliardi di dollari.
Se il giudice darà il via libera, la riserva complessiva scenderà da 4,6 a 2,4 miliardi di dollari, liberando liquidità destinata ai creditori con crediti ammessi nella successiva tornata di distribuzioni.
Le operazioni saranno gestite dai Distribution Service Provider ufficiali, ovvero Kraken, Payoneer e BitGo, incaricati di effettuare i pagamenti in modo conforme alle disposizioni del piano di recupero.
KYC obbligatorio e allerta phishing per i creditori
FTX ha ribadito che solo i creditori che avranno completato i requisiti di pre-distribuzione riceveranno i fondi. Tra questi rientrano la verifica Know Your Customer (KYC) e l’invio dei moduli fiscali tramite uno dei DSP selezionati.
Anche i crediti trasferiti saranno validi esclusivamente se il cessionario risulta correttamente registrato nel registro ufficiale dei crediti alla data del 14 febbraio, dopo il consueto periodo di preavviso di 21 giorni senza obiezioni.

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L’exchange ha inoltre lanciato un forte avvertimento contro le email di phishing, invitando i creditori a diffidare di messaggi che imitano il FTX Recovery Trust o il Portale Clienti. È stato chiarito che non verrà mai richiesto di collegare wallet a servizi esterni, un dettaglio fondamentale per evitare truffe nel momento più delicato del processo di rimborso.
La causa miliardaria contro Genesis Digital e il fronte legale
Sul piano giudiziario, FTX prosegue anche la sua azione legale contro Genesis Digital, da cui cerca di recuperare 1,15 miliardi di dollari.
Secondo il FTX Recovery Trust, l’ex CEO Sam Bankman-Fried avrebbe utilizzato fondi sottratti a Alameda Research per investire nella società di mining tra il 2021 e il 2022, pagando valutazioni considerate eccessive rispetto al reale valore dell’azienda.
Genesis Digital contesta le accuse e sostiene che il Tribunale Fallimentare del Delaware non abbia giurisdizione, dato che la società non ha sede negli Stati Uniti.
Intanto, FTX si affida a un team legale di primo piano guidato da Sullivan & Cromwell LLP, affiancato da consulenti finanziari e legali specializzati, nel tentativo di massimizzare il recupero per i creditori e chiudere una delle vicende più complesse del settore crypto.
Fonte: Cryptopolitan
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