La IPO di Ripple (forse) fuori dagli USA

Il CEO di Ripple ha parlato degli Stati Uniti come di un ambiente normativo ostile.
IPO di Ripple
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La IPO di Ripple se si farà potrebbe non essere negli Stati Uniti. La notizia arriva direttamente dal CEO di Ripple, Brad Garlinghouse.

IPO di Ripple impossibile a causa della SEC

Brad Garlinghouse, CEO di Ripple, ha rivelato a CNBC che la società sta esplorando mercati esterni agli Stati Uniti per una potenziale IPO.

“Abbiamo esaminato altre giurisdizioni che hanno regole chiare sulla strada, ma onestamente, molte persone si quotano in borsa perché hanno bisogno di raccogliere capitali. Ripple non si trova realmente in una situazione in cui abbiamo bisogno di raccogliere capitali, e quindi non è una priorità a breve termine. Ovviamente manteniamo aperta questa opzione e la valuteremo col passare del tempo e valuteremo nuovamente quando avremo nuovi regolatori seduti presso la SEC degli Stati Uniti”.

Brad Garlinghouse, CEO di Ripple

Nel corso dell’intervista durante il World Economic Forum di Davos, Garlinghouse ha parlato di un ambiente normativo “ostile” negli USA. 

Comunque, come spiegato chiaramente, la IPO non è una priorità per Ripple. 

A causare la frustrazione dei vertici della società, è in particolare l’atteggiamento della SEC, con cui è in corso una causa che si trascina da dicembre 2020. 

Del resto, ha spiegato il CEO, la SEC ha dapprima approvato la quotazione in borsa di Coinbase, poi successivamente l’ha citata in giudizio per presunte violazioni, proprio per aver venduto titoli non registrati. 

È anche per questo che Garlinghouse ha criticato il presidente attuale della SEC, Gary Gensler, definendolo un “problema politico“, ma ha espresso ottimismo per un ambiente normativo più favorevole sotto un nuovo capo della SEC, aprendo alla possibilità di procedere con la quotazione in borsa negli Stati Uniti.

La causa tra Ripple e la SEC

Il caso giudiziario tra Ripple e la SEC si fonda sulla convinzione dell’autorità che Ripple abbia venduto token XRP come security non registrate. 

Il nodo del dibattito riguarda proprio la natura dei token XRP: security (quindi azioni) o commodity? 

Nel luglio 2023, un giudice federale ha deciso che XRP non è una security sul mercato secondario, ma lo è quando venduto come parte di un contratto di investimento a investitori istituzionali.

Una mezza vittoria a cui però manca una sentenza definitiva. 

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