L’impatto dell’halving di Bitcoin sui giganti del mining

L'halving di Bitcoin potrebbe estromettere grossi giganti dell'industria del mining.
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L’halving di Bitcoin avrà un significativo impatto sull’industria del mining e in particolare sui giganti quotati in borsa: solo due su 11 resteranno in profitto

L’analisi sull’impatto dell’halving di Bitcoin

Secondo un’analisi della società finanziaria Cantor Fitzgerald, su 11 giganti del mining di Bitcoin quotati in borsa, solo un paio possono restare profittevoli dopo l’halving, se il prezzo si mantenesse alla quota attuale di 40.000 dollari. 

L’halving è un evento che dimezza la ricompensa in BTC per i miner di Bitcoin. Con il prossimo evento che avverrà indicativamente il 18 aprile 2024, le ricompense passeranno da 6,25 BTC per blocco minato a 3,125 BTC. Some sappiamo l’industria del mining di Bitcoin ha dei costi energetici considerevoli e per questo oggi questa attività è in mano a colossi tra i quali Riot Blockchain, Marathon Digital, solo per fare qualche nome.

L’analisi rileva che solo Bitdeer (BTDR) e CleanSpark (CLSK) rimarranno profittevoli, con un costo di $17,774 e $36,896 per ogni BTC minato. Tutti gli altri finirebbero in perdita. 

Tra di loro, Argo Blockchain (ARBK) e Hut 8 Mining (HUT) sono considerati particolarmente vulnerabili, con un costo previsto che supera i $60,000 per BTC minato.

Anche giganti del settore come Marathon Digital (MARA) e Riot Blockchain (RIOT) potrebbero affrontare problemi di redditività.

Il rapporto tra halving e prezzo di Bitcoin

Tuttavia questo rapporto, reso noto dal presidente e co-founder di CleanSpark, ipotizza un prezzo fermo a 40.000 dollari. 

Ma la storia insegna che dopo l’halving, con la riduzione dell’offerta e un potenziale aumento della domanda, il prezzo di Bitcoin registra impennate significative, anche se non immediate. 

Basti pensare a quanto accaduto nell’ultimo halving, avvenuto nel maggio 2020. Il prezzo di BTC iniziò in modo lento e inesorabile una corsa al rialzo culminata con il record vicino ai 70.000 dollari toccati nel novembre 2021. 

Anche nel 2016 avvenne qualcosa di simile, con BTC che si impennò fino a raggiungere i 20.000 dollari nel dicembre 2017. 

Dunque è lecito aspettarsi che qualcosa del genere possa avvenire anche dopo l’halving di aprile. 

Ad ogni modo è anche vero che storicamente l’halving ha lo scopo di rallentare il processo di estrazione di Bitcoin e renderlo meno conveniente, per questo non è neppure da escludere che grossi attori escano dal mercato in quanto i costi non sono più compatibili con i ricavi.

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