Gemini, l’exchange di criptovalute fondato dai gemelli Cameron e Tyler Winklevoss, ha ufficializzato il lancio della sua offerta pubblica iniziale (IPO) con la presentazione del modulo S-1 alla Securities and Exchange Commission (SEC) statunitense.
L’operazione prevede la vendita di 16,67 milioni di azioni ordinarie di Classe A a un prezzo compreso tra 17 e 19 dollari per azione, con l’obiettivo di raccogliere fino a 317 milioni di dollari.
Il titolo sarà quotato sul Nasdaq Global Select Market con ticker GEMI e punta a raggiungere una valutazione fino a 2,22 miliardi di dollari, secondo quanto riportato da Reuters. La mossa arriva poche settimane dopo la domanda ufficiale di quotazione depositata il 16 agosto e segna un passaggio cruciale per uno degli exchange più noti del panorama crypto.
I grandi nomi di Wall Street a sostegno dell’IPO
A guidare l’operazione ci sono colossi finanziari come Goldman Sachs, Citigroup, Morgan Stanley e Cantor, che agiranno da lead bookrunner. L’IPO vedrà inoltre il coinvolgimento di altre realtà di primo piano, tra cui Evercore ISI, Mizuho, Truist Securities, Cohen & Company Capital Markets, Keefe, Bruyette & Woods, Needham & Company, Rosenblatt e Stifel.
Accanto a questi nomi figurano anche Academy Securities, AmeriVet Securities e Roberts & Ryan in qualità di co-gestori. Gemini e gli azionisti venditori hanno inoltre concesso agli assicuratori un’opzione di 30 giorni per acquistare fino a 2,4 milioni di azioni aggiuntive, oltre a 103.652 azioni ordinarie di Classe A al prezzo stabilito per l’IPO.
Tuttavia, la società ha chiarito che non riceverà alcun ricavato dalla vendita di azioni da parte degli azionisti venditori in seguito a tale esercizio.
Una società in crescita emergente
Gemini ha evidenziato nella documentazione che la sua richiesta di IPO avviene in qualità di “società in crescita emergente”, secondo la definizione prevista dal Securities Act del 1933.

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Questo status le consente esenzioni dai requisiti di rendicontazione più stringenti richiesti alle società quotate, permettendo di presentare solo due anni di bilanci certificati e di omettere dettagli come la discussione sulla retribuzione.
Il deposito arriva a pochi mesi dalla bozza di dichiarazione di registrazione riservata presentata a giugno, che aveva permesso a Gemini di muoversi senza dover divulgare pubblicamente informazioni sensibili.
Una strategia che segue da vicino il percorso di altre società crypto, come Circle, che ha debuttato alla Borsa di New York il 5 giugno con la sua IPO.
Il lancio di Gemini rappresenta un segnale importante per il mercato, mostrando come gli exchange di criptovalute cerchino di consolidare la propria posizione non solo nel settore digitale, ma anche tra le grandi piazze finanziarie globali.
Fonte: Cointelegraph
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