La lunga attesa dei creditori di FTX sta finalmente giungendo a una svolta positiva. A partire dal 30 maggio, il FTX Recovery Trust inizierà a distribuire oltre 5 miliardi di dollari, segnando la seconda fase del piano di recupero del fallito exchange. Approvato ufficialmente dal tribunale, il piano rappresenta una tappa cruciale nel processo di risarcimento degli utenti danneggiati dal crollo dell’exchange avvenuto nel novembre 2022.
Secondo quanto comunicato giovedì dal FTX Recovery Trust, i pagamenti verranno effettuati in dollari statunitensi e saranno proporzionati al valore dei beni detenuti al momento del collasso. Si tratta di un passo importante per ripristinare la fiducia degli investitori e garantire una parziale restituzione delle perdite subite.
Distribuzioni rapide e proporzionate: ecco chi riceverà i fondi
I pagamenti verranno erogati a quattro classi di creditori, con percentuali di recupero che variano dal 54% fino al 120% rispetto ai crediti originari. I due principali depositari incaricati della distribuzione, BitGo e Kraken, garantiranno il trasferimento dei fondi agli utenti idonei in un arco di tempo compreso tra uno e tre giorni lavorativi a partire dalla data di inizio.
Tra i destinatari principali figurano i creditori di “Classe 5”, che comprendono controparti commerciali, finanziatori e fornitori di servizi della divisione Alameda Research. Per loro, il recupero ammonterà tra il 54% e il 72% dei crediti approvati.
I piccoli creditori non garantiti vedranno invece un recupero stimato attorno al 61%, offrendo un sollievo concreto a una fetta consistente degli utenti coinvolti nel fallimento. Un dato ancora più sorprendente riguarda i crediti interaziendali tra le varie entità del gruppo FTX, per i quali è previsto un rimborso integrale e oltre: fino al 120% dell’importo originario.

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Il 90% delle richieste è stato accettato: fiducia nella trasparenza
Il processo di distribuzione sembra procedere in modo efficiente e trasparente. Secondo quanto riportato dal Repayment Trust, oltre il 90% di tutte le richieste presentate dai creditori ha già superato con successo le verifiche necessarie per accedere al canale di rimborso.
Questa elevata percentuale testimonia non solo la complessità della macchina organizzativa messa in campo, ma anche la volontà concreta di restituire quanto possibile a chi ha subito perdite significative. La fiducia, sebbene ferita, trova oggi un primo segnale di riscatto in un contesto che ha scosso in profondità il mondo crypto.
Fonte: Coindesk
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