FTX: i creditori voteranno per i rimborsi in contanti o crypto

John Dorsey, il giudice che segue il caso FTX, ha permesso ai creditori di votare se essere rimborsati in contanti o in crypto
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I creditori di FTX, l’exchange di criptvalute imploso nel 2022, potranno scegliere se riavere i propri bene in contanti oppure in criptovalute.

Stando a quanto riportato in un documento presentato alla Corte fallimentare degli USA per il distretto del Delaware, il giudice John Dorsey avrebbe dato il via libera affinché i clienti di FTX possano esprimere le loro preferenze in merito ai rimborsi.

I clienti potranno esprimere la propria preferenza in una scheda entro il 16 agosto, anche se la decisioni finale spettante al giudice Dorsey arriverà solamente agli inizi del mese di ottobre.

Cosa prevede il piano di FTX

Il piano di riorganizzazione proposto da FTX prevede che i creditori possano essere rimborsati in contanti, che corrispondano al valore in dollari statunitensi degli asset crypto da loro detenuti al momento del collasso dell’exchange guidato da Sam Bankman-Fried.

La proposta lanciata da FTX propone un rimborso del 118% per il 98% dei creditori con cifre inferiori a 50.000 dollari.

Per quanto riguarda i creditori non governativi questi riceveranno il 100% dei crediti con interessi aggiuntivi che potrebbero arrivare fino al 9%.

I creditori non accettano il piano di rimborso

In questi mesi i creditori di FTX hanno manifestato delle perplessità relativamente ai rimborsi, infatti ai creditori pare ingiusto ricevere in contanti il valore dei loro asset fermo al momento del tracollo di FTX.

Ma per gli avvocati dell’exchange non ci sono dubbi: il piano rispetta appieno le leggi in merito ai fallimenti. Infatti, secondo la legge, i creditori devono essere rimborsati in base al valore dei loro crediti al momento della richiesta di bancarotta ai sensi del Capitolo 11.

Inoltre gli avvocati hanno fatto presente che il rimborso in contanti farebbe in modo da evitare ai creditori di ritrovarsi a dover pagare delle imposte sulle plusvalenze.

I creditori, però, non si danno per vinti e hanno presentato un’obiezione al piano che è stato proposto loro ai primi di giugno.

Per Sunil Kavuri, che guida la protesta dei creditori, questo piano non soddisfa nessuno dei requisiti del Codice fallimentare, come ad esempio le questioni sui diritti di proprietà e il superamento del testo del miglior interesse.

Il valore di Bitcoin al momento del collasso di FTX e adesso

FTX ha anche comunicato di aver accumulato fondi sufficienti per riuscire a rimborsare tutte le parti che sono state coinvolte nel crollo dell’exchange.

L’azienda infatti è riuscita a recuperare oltre 16 miliardi di dollari, così facendo ha consolidato i propri fondi vendendo i beni, inclusi quelli appartenenti agli ex dirigenti di FTX.

Bitcoin al momento del blocco dei prelievi da parte di FTX e alla conseguente implosione nel novembre 2022 veniva scambiato a circa 16.000 dollari, ora la criptovaluta più popolare del mondo viene scambiata a oltre 61.000 dollari, ovvero un incremento del 281%.

Inoltre anche la capitalizzazione di mercato delle crypto è raddoppiata rispetto al novembre 2022, infatti è passata da 1 trilione di dollari a 2,27 trilioni di dollari.

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