Fallita Yield App: continua l’effetto domino di FTX?

La piattaforma crypto Yield App ha dichiarato di sospendere le operazioni in attesa della procedura di liquidazione.
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La piattaforma crypto Yield App nella tarda mattinata di oggi, con un annuncio sul suo sito web, ha dichiarato di interrompere le attività con effetto immediato.

Secondo quanto riportato nel messaggio presente nella homepage la società ha deciso di sospendere tutte le operazioni in quanto “si prepara ad avviare una procedura di liquidazione“.

Le ragioni alla base dell’interruzione sono da ricercarsi nella constatazione “delle perdite subite tramite gestori di hedge fund terzi che detenevano asset di Yield App in custodia sul fallito exchange FTX e che sono soggetti a contenziosi in corso“.

A seguito di questa decisione da parte della società verranno sospesi tutti i canali della community, ma verrà comunque tenuto aperto un canale di supporto.

Nella community di Yield App lo sgomento è il comune denominatore, tra i commenti su X si possono leggere parole come: “E’ un pesce d’aprile?” oppure “Non ci posso credere“, ma anche “Grazie a Dio ho prelevato tutto qualche tempo fa“.

Esposizione a FTX: sì o no?

In merito alle parole riportate nel comunicato di Yield App sull’esposizione a FTX non sono poche le persone che hanno sollevato dei dubbi in merito alla loro veridicità.

Infatti stando anche a quanto fatto presente da Cointelegraph che riporta la notizia del fallimento, nel dicembre 2022, un mese dopo il crollo di FTX, Tim Frost di Yield App aveva rassicurato i clienti asserendo che la società non aveva “alcuna esposizione significativa a FTX“.

Effettivamente attorno a questa faccenda c’è molta confusione e diversi si sono domandati come mai a distanza di quasi due anni possano ancora esserci degli strascichi del collasso di FTX.

Sembra quasi che l’esposizione a FTX da parte di Yield App possa essere una scusa per evitare di pronunciare qualche verità più pesante ai propri clienti.

A questo punto non rimane che attendere qualche spiegazione in più da parte della società o da chi ne prenderà le redini per transitarla durante la fase di liquidazione.

Non solo FTX: gli exchange falliti

Rispetto a FTX bisogna dire che al momento dell’implosione diversi exchange crypto furono vittime dell’effetto domino scatenato da questo evento.

Il primo di questi fu BlockFi che già dopo qualche giorno dal crollo dell’exchange guidato da Sam Bankman-Fried, aveva bloccato i prelievi e fatto domanda per l’avvio della procedura fallimentare.

Occorre comunque ricordare che tra i primi exchange falliti ci fu anche Celsius, con un caso che fece scalpore alcuni mesi prima rispetto a FTX.

Al momento attuale queste società stanno continuando i procedimenti al fine di poter rimborsare tutti i clienti che hanno subito perdite anche ingenti. Nel caso di FTX si sta cercando un sistema per trovare un accordo tra la società e le vittime.

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