ETF su Ethereum: tra opinioni divergenti, sfide e opportunità

Gli ETF su Ethereum sono pronti a fare il loro debutto, ma le opinioni degli analisti sono divergenti.
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Gli Exchange Traded Fund (ETF) di Ethereum sono pronti a fare il loro debutto, generando un vivace dibattito tra gli analisti del settore crypto.

Con il lancio previsto a breve e le prospettive di un percorso “senza intoppi”, così come pronunciato dal Presidente della SEC, Gary Gensler, le aspettative sono elevate, ma le opinioni sulla potenziale performance di questi nuovi strumenti finanziari sono diverse.

Le previsioni di afflussi per gli ETF su Ethereum

Uno dei maggiori sostenitori degli ETF di Ethereum è Matt Hougan, CIO di Bitwise. Hougan prevede afflussi per 15 miliardi di dollari nei prossimi 18 mesi. La sua previsione si basa sulla capitalizzazione di mercato di Ethereum, che rappresenta circa il 26% di quella di Bitcoin, e su analisi dei mercati ETF internazionali.

Hougan stima che gli asset degli ETF su Bitcoin raggiungeranno i 100 miliardi di dollari entro il 2025, il che implica che gli ETF su Ethereum potrebbero puntare a circa 35 miliardi di dollari.

Dopo aver considerato vari fattori come la mancanza di un carry trade redditizio per Ethereum, la previsione è stata ridotta a 15 miliardi di dollari.

Charles Yu, analista di Galaxy, ha una visione simile, prevedendo che gli afflussi netti negli ETF ETH saranno pari al 20-50% di quelli degli ETF BTC nei primi cinque mesi, con un obiettivo del 30%, che si traduce in circa 1 miliardo di dollari al mese.

Le opinioni contrarie

Eppure nell’entusiasmo generali non tutti gli esperti condividono questo ottimismo di fondo. Un esempio è rappresentato dagli analisti di JPMorgan, che prevedono un afflusso massimo di 3 miliardi di dollari.

A loro avviso Ethereum non ha il vantaggio di Bitcoin, in quanto prima criptovaluta ad aver goduto di questi strumenti finanziari. Ma anche il fatto che Ethereum non prevede premi di staking per il suo meccanismo di Proof-of-Stake.

Tra i più pessimisti in merito agli ETF su Ethereum c’è il fondatore di Mechanism Capital, Andrew Kang, che prevede una correzione del prezzo di Ethereum del 30% dopo il lancio degli ETF.

Per Kang l’approvazione dell’ETF su Ethereum è già più che scontata e che dovrebbe migliorare la propria performance prima di vedere una vera e propria crescita.

Per l’analista di Bloomberg, Eric Balchunas, gli ETF su Ethereum potrebbero gestire appena il 10% di quanto gestito dagli ETF su Bitcoin, mettendo così in evidenza un divario significativo.

Sfide e opportunità

La sfida principale per quanto riguarda gli ETF su Ethereum, a opinione del presidente di CoinFund, Christopher Perkins, è il branding, infatti la concorrenza degli ETF Bitcoin potrebbe oscurare Ethereum, soprattutto qualora la forza di BTC dopo l’halving continuasse a dominare il mercato.

Ethereum potrebbe anche essere più sensibile agli afflussi rispetto a Bitcoin, in quanto, come analizzato da un rapporto di Galaxy Research, c’è una porzione significativa dell’offerta di ETH bloccata in staking, bridge e smart contract su exchange centralizzati.

Ma occorre anche sottolineare che, come rilevato anche dagli analisti di JPMorgan, la mancanza di premi sullo staking potrebbe limitare al domanda di ETF.

Sebbene gli ETF di Ethereum possano non raggiungere i livelli degli ETF su Bitcoin, il loro impatto sul mercato potrebbe comunque essere significativo.

Gli investitori e i professionisti del settore attendono con impazienza di vedere come questi nuovi strumenti finanziari influenzeranno il panorama delle criptovalute.

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