Nelle ultime 12 ore i mercati delle criptovalute sono stati travolti da un’ondata di vendite che ha spazzato via oltre 190 miliardi di dollari, provocando un crollo superiore al 7% e portando la capitalizzazione complessiva a 3,36 trilioni di dollari. Alla base di questa tempesta c’è l’escalation della crisi in Medio Oriente. Israele ha infatti lanciato un attacco missilistico contro i siti nucleari iraniani, in un’azione definita preventiva.
Le autorità israeliane hanno proclamato lo stato di emergenza, con la prospettiva di possibili contrattacchi imminenti. “Il Paese si aspetta contrattacchi nell’immediato futuro”, ha riferito la BBC. Dall’Iran, intanto, arrivano notizie drammatiche: secondo i media locali, alcune aree residenziali a Teheran sono state colpite, causando vittime anche tra i civili.
Liquidazioni massicce e crollo dei principali asset
I dati di Coinglass offrono un quadro ancora più chiaro della violenza del crollo: nelle ultime 12 ore si sono registrate liquidazioni per un valore complessivo di 1 miliardo di dollari, con quasi 250.000 trader liquidati nelle 24 ore precedenti. A essere spazzate via sono state soprattutto le long positions, che rappresentavano oltre il 90% del totale, con Bitcoin ed Ethereum in prima linea tra gli asset colpiti.
Bitcoin è crollato di ben 5.000 dollari, passando da un massimo giornaliero di 108.350 dollari a un minimo di 103.000 dollari durante le contrattazioni asiatiche di venerdì mattina. Successivamente, la criptovaluta ha trovato un primo supporto, risalendo a quota 104.000 dollari, stabilizzandosi all’interno del suo canale di oscillazione delle ultime sei settimane.
Total crypto market cap is down 7.9% to $3.34T amid Middle East tensions.
— CoinGecko (@coingecko) June 13, 2025
Meme and Layer 2 categories saw the steepest declines, each falling over 12%.
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Anche Ethereum ha subito pesanti perdite, scendendo di oltre il 9% da 2.760 dollari a 2.470 dollari in poche ore, per poi recuperare e assestarsi sopra i 2.500 dollari, dove si è formato un buon livello di supporto.
Le altcoin, come spesso accade nei momenti di alta volatilità, hanno sofferto ancora di più. Solana è precipitata del 12% toccando i 140 dollari, Dogecoin ha perso il 10% scendendo a 0,17 dollari, mentre Cardano è crollata del 9,5%, fermandosi a 0,62 dollari. In forte calo anche Sui, Chainlink, Avalanche, Shiba Inu e Hedera. Più contenute, invece, le perdite per BNB e Tron, entrambe in calo solo di qualche punto percentuale.

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Possibili rimbalzi nonostante lo scenario geopolitico
Nonostante il sell-off innescato dalle tensioni geopolitiche, molti analisti restano ottimisti. Secondo alcuni, potrebbe presto esserci un rimbalzo, anche perché Bitcoin e le criptovalute in generale vengono spesso percepite come una sorta di porto sicuro nei momenti di forte turbolenza globale.
“Con l’aumentare dei conflitti geopolitici, gli investitori spesso si rifugiano nel debito sovrano basato su valute fiat per trovare ‘sicurezza’. Questo, ovviamente, è in definitiva un errore, poiché l’inevitabile stampa di denaro e la svalutazione monetaria seguiranno presto. Gli investitori intelligenti si rifugeranno in asset che non possono essere svalutati. I più intelligenti compreranno Bitcoin“, ha dichiarato l’ex gestore di hedge fund James Lavish.
A sostenere il sentiment pro-crypto contribuiscono anche alcuni segnali positivi provenienti dagli Stati Uniti. La SEC ha ritirato una parte delle normative introdotte durante l’era Gary Gensler, mentre sul fronte internazionale, Stati Uniti e Cina hanno raggiunto un accordo commerciale che ha portato a un allentamento delle tensioni tariffarie.
Intanto, i mercati tradizionali reagiscono alla crisi: il prezzo del petrolio Brent è salito di oltre l’8% e l’oro ha toccato quota 3.440 dollari l’oncia, alimentando i timori di un conflitto su larga scala.
Fonte: Cryptopotato
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