Causa Ripple-SEC agli atti finali: l’ultima replica della SEC

La lunga battaglia legale potrebbe terminare a settembre.
Causa Ripple SEC
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La lunga battaglia legale tra Ripple Labs e la Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti è giunta a un momento determinate. La SEC ha presentato il suo ultimo documento di replica, cercando di convincere il giudice Torres a imporre sanzioni severe a Ripple per la vendita di XRP, considerata non conforme alle normative.

L’ultima replica della SEC

Nel suo documento finale, la SEC ha chiesto misure severe contro Ripple, puntando a ottenere un’inibizione permanente sulle future vendite di XRP, soprattutto ai suoi clienti del servizio di On-Demand Liquidity (ODL). La SEC sostiene che Ripple abbia quasi interamente basato il proprio business sulla vendita di XRP a istituzioni, il che necessita di una stretta regolamentazione per prevenire future violazioni. L’avvocato pro-XRP Bill Morgan ha evidenziato che il documento non presenta nuovi argomenti, ma insiste sulla necessità di considerare non solo le perdite finanziarie dirette, ma anche le opportunità di guadagno mancate.

La SEC ha anche sostenuto che Ripple abbia abbandonato alcune delle sue difese precedentemente dichiarate, come la vendita extra-territoriale a investitori accreditati, indicando un ritiro strategico in risposta a un esito legale sfavorevole. Questo potrebbe influenzare significativamente le future operazioni di Ripple, che ha già chiesto di limitare la pena massima a $10 milioni, molto inferiore ai $2 miliardi cercati dalla SEC.

Le implicazioni della causa Ripple-SEC

La decisione finale del giudice Torres potrebbe avere implicazioni profonde per il mercato delle criptovalute. Se la SEC ottenesse una vittoria completa, ciò potrebbe stabilire un precedente per come le agenzie regolatorie trattano le vendite di criptovalute considerate titoli non registrati. Al contrario, una decisione favorevole a Ripple potrebbe offrire un certo sollievo alle aziende blockchain riguardo alle rigide normative SEC.

La risposta di Ripple attraverso il suo Chief Legal Officer, Stuart Alderoty, è stata di forte dissenso, criticando la SEC per non applicare correttamente la legge e per il suo disprezzo verso i quadri normativi internazionali di criptovalute, considerati inadeguati dalla SEC.

L’esito di questa causa è molto atteso sia dalla comunità delle criptovalute che dagli osservatori legali, con una sentenza finale prevista per settembre. Nel frattempo, Ripple non resta a guardare, avendo già iniziato a implementare soluzioni enterprise sul mercato giapponese attraverso una partnership con la società di consulenza di Tokyo, HashKey DX. 

XRP, del canto suo, mostra una certa resilienza: è ancora stabilimente nella top 10 delle criptovalute a maggiore capitalizzazione con un market cap da 28 miliardi di dollari. 

Per quanto riguarda il prezzo, è attualmente quotata a 52 centesimi, con una perdita del 2% su base giornaliera, dopo un guadagno dell’8% su base settimanale. Segno che gli investitori non si stanno facendo scoraggiare dalle vicissitudini legali.

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