Nel luglio del 2017, Binance – quello che sarebbe diventato il più grande exchange di criptovalute al mondo – lanciava sul mercato un progetto destinato a cambiare le regole del gioco: BNB, il suo token nativo.
BNB started trading 8 years ago today, price was $0.06. Today $698.00. A bit over 10,000x.
— CZ 🔶 BNB (@cz_binance) July 14, 2025
Happy 8th birthday!
Nato sulla blockchain di Ethereum, BNB ha fatto strada in maniera sorprendente, arrivando oggi a essere un punto di riferimento nel mondo crypto e celebrando il suo ottavo anniversario con una valutazione superiore ai 700 dollari per token.
Un traguardo che segna una crescita vertiginosa e che invita a riflettere sul passato, sul presente e sul futuro di questa criptovaluta.
Dalla ICO all’ascesa: la nascita di un’icona
Tutto ebbe inizio tra il 26 giugno e il 3 luglio 2017, quando Binance lanciò l’offerta iniziale di monete (ICO) per BNB. L’obiettivo era ambizioso, ma la risposta fu travolgente: 15 milioni di dollari raccolti, con ogni BNB venduto a soli 15 centesimi.
Gli investitori potevano ottenere 2.700 BNB per ogni ETH o 20.000 BNB per ogni BTC. In tutto vennero messi in vendita 100 milioni di token, mentre i restanti 100 milioni furono divisi tra team fondatore e investitori informali.
Appena undici giorni dopo l’ICO, Binance aprì le sue porte agli exchange e BNB cominciò a muovere i primi passi sui mercati. Il vero salto di qualità arrivò però nell’aprile 2019, con il completamento della Binance Chain: da quel momento, BNB migrò da Ethereum per diventare nativo della nuova rete, che in seguito sarebbe evoluta nella BNB Chain che conosciamo oggi.
Il 2021 segnò un altro momento storico: BNB divenne la terza criptovaluta al mondo per capitalizzazione di mercato, superando i 100 miliardi di dollari. Anche se oggi è al quinto posto, dietro a XRP e USDT, la sua capitalizzazione resta impressionante, con un valore che supera i 98 miliardi di dollari.

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Burning e scarsità: il segreto dietro il valore
Uno degli aspetti più affascinanti del successo di BNB è il suo meccanismo di burn. Fin dai primi mesi, Binance ha avviato un programma per ridurre l’offerta totale di BNB da 200 a 100 milioni di token, riacquistando regolarmente monete dal mercato e distruggendole inviandole a un indirizzo irrecuperabile.
Nel dicembre 2021, l’exchange ha lanciato un sistema ancora più raffinato: l’auto-burning, che calcola in modo automatico la quantità di BNB da distruggere in base al prezzo e all’attività della rete. Di recente, Binance ha completato il 32° burn, portando la fornitura totale di BNB a circa 139,28 milioni di token.
Questa costante riduzione dell’offerta ha avuto un effetto significativo sul prezzo: BNB è cresciuto di oltre 10.000 volte rispetto al valore iniziale, diventando un asset sempre più raro e desiderabile. Il burn è oggi considerato uno degli elementi chiave che potrebbero spingere la criptovaluta verso nuovi massimi storici.
Adozione istituzionale e prospettive future
Non è solo la scarsità a spingere BNB. In questi anni, il token ha conosciuto una crescente adozione istituzionale, con aziende che lo hanno integrato nelle proprie tesorerie aziendali. Alcune società, secondo fonti interne, hanno intenzione di detenere fino a 1 miliardo di dollari in BNB, a dimostrazione della fiducia che il mercato nutre verso l’ecosistema Binance.
Ma cosa riserva il futuro? Con una blockchain in costante evoluzione, una comunità globale attiva e casi d’uso concreti che spaziano dai pagamenti ai servizi finanziari decentralizzati, BNB continua a rappresentare un modello di successo nel mondo delle criptovalute. Il suo ottavo compleanno è molto più di una ricorrenza: è un simbolo di resilienza, innovazione e crescita.
Fonte: Cryptopotato
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