Un tentativo di phishing high-tech riaccende i riflettori sui fondi rubati a Mt.Gox, l’exchange crollato nel 2014.
Il wallet “dormiente” da 80.000 BTC nel mirino
Un indirizzo Bitcoin associato al clamoroso crac di Mt.Gox è finito nel mirino di un sofisticato attacco informatico: lo ha rivelato BitMEX Research, sollevando preoccupazioni nel mondo delle criptovalute. Il wallet, noto nella comunità crypto come 1FeexV6bAHb8ybZjqQMjJrcCrHGW9sb6uF, custodisce 79.956 BTC, equivalenti a oltre 8,7 miliardi di dollari al valore attuale, ed è da tempo collegato ai fondi rubati nel gigantesco hack del 2011.
Il nuovo attacco non è di tipo convenzionale: i malintenzionati hanno sfruttato una transazione OP_RETURN, una funzione della blockchain di Bitcoin pensata per registrare metadati, inviando al wallet un messaggio contenente un link a un sito truffaldino. Il sito si presenta come la celebre, ma ormai defunta, banca d’investimento Salomon Brothers, nel tentativo di ingannare il vero proprietario del wallet e indurlo a inserire dati personali.
There appears to be an ongoing Bitcoin scam occurring. Someone is sending old 2011 era Bitcoin addresses with balances, transactions with an OP_Return output. For instance the 1Feex… address, with c80,000 BTC stolen from MtGox. The OP_Return message is as follows
— BitMEX Research (@BitMEXResearch) July 8, 2025
“NOTICE TO… pic.twitter.com/lAT5ONPD4f
L’operazione, che ha tutte le caratteristiche di un tentativo di phishing ben congegnato, è solo l’ultimo capitolo di una lunga serie di manovre che da anni circondano l’eredità di Mt.Gox. I wallet rimasti inattivi dal 2011 sono considerati vere e proprie miniere d’oro digitali, e attirano continuamente l’attenzione di hacker e truffatori.
L’ombra lunga di Mt.Gox e i fondi mai recuperati
Per comprendere l’importanza dell’evento, bisogna fare un passo indietro. Mt.Gox fu, per anni, l’exchange di Bitcoin più importante al mondo, arrivando a gestire oltre il 70% delle transazioni globali. Ma tra il 2011 e il 2014 fu vittima di numerose violazioni di sicurezza culminate nel furto di circa 850.000 BTC, oggi equivalenti a oltre 92 miliardi di dollari. Il crollo della piattaforma fu uno dei momenti più traumatici nella storia del settore.
Nel 2021 è stato avviato un piano di risarcimento per i creditori, con l’obiettivo di restituire loro il 90% delle criptovalute perse. Fino a oggi sono stati recuperati 140.000 BTC, ma la maggior parte delle monete resta dispersa in indirizzi ancora attivi ma silenti, come quello attaccato nei giorni scorsi.
Secondo BitMEX Research, il recente tentativo di phishing fa parte di una campagna più ampia, rivolta proprio a quegli indirizzi rimasti “dormienti” dal 2011. Il fatto che venga utilizzata la funzione OP_RETURN per questo tipo di truffe dimostra come anche gli strumenti nati per scopi legittimi possano essere manipolati in modo ingegnoso per scopi malevoli.

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Sicurezza, vigilanza e futuro: cosa ci insegna questo attacco
Il caso evidenzia quanto sia ancora vulnerabile l’universo delle criptovalute, soprattutto quando si tratta di grandi quantità inattive da anni. I fondi rubati e non ancora spostati rappresentano un potenziale rischio sistemico: basti pensare all’effetto che avrebbe sul mercato un improvviso movimento di quasi 80.000 BTC.
Questo tipo di attacco solleva interrogativi non solo sul fronte tecnico, ma anche su quello regolamentare e legale. Le autorità di controllo, così come gli exchange, devono tenere alta la guardia, monitorando i wallet storici e reagendo rapidamente a tentativi di compromissione. La stessa community crypto è chiamata a essere più attenta e consapevole, soprattutto nei confronti di link sospetti e comunicazioni non verificate.
L’episodio dimostra infine come la memoria storica della blockchain non sia solo un archivio immutabile, ma anche un campo di battaglia ancora attivo, in cui i vecchi errori e furti possono riemergere improvvisamente, con nuove tecniche e nuove insidie.
Il nome Mt.Gox continua così ad aleggiare come uno spettro sul mondo crypto, a ricordarci che sicurezza e fiducia sono pilastri imprescindibili, oggi come allora.
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