Tasse sugli investimenti, cosa sapere

Quando e come si pagano le tasse sugli investimenti.
Tasse sugli investimenti
Indice

Nel corso di questa guida, esploreremo insieme come si applicano le tasse sugli investimenti e quali sono i passaggi necessari per il loro pagamento. 

Che siate nuovi nel mondo degli investimenti o investitori esperti in cerca di approfondimenti, questa guida vi offrirà le informazioni necessarie per gestire le tasse sui vostri investimenti in modo informato e sicuro.

Tasse sulle rendite finanziarie

Le tasse sugli investimenti si applicano in specifiche circostanze, in particolare quando si realizza una plusvalenza, cioè un guadagno derivante dalla vendita di un asset finanziario a un prezzo superiore rispetto a quello di acquisto. Questo significa che non è la semplice detenzione dell’investimento a generare un obbligo fiscale, ma è il realizzo effettivo di un guadagno a innescare l’applicazione delle tasse.

  • Per gli strumenti come azioni, obbligazioni, ETC/ETN, ETF, e fondi attivi, l’aliquota fiscale si applica sui guadagni realizzati al momento della vendita o del riscatto. 
  • Nel caso di ETF e fondi che investono in titoli di stato, l’aliquota ridotta si applica sulla quota di rendimento generato da tali titoli, riflettendo la diversificazione dell’investimento.
  • I conti correnti e di deposito seguono una logica leggermente diversa: per i conti correnti, la tassa si applica solo se il deposito medio annuo supera una certa soglia, indipendentemente dalla realizzazione di una plusvalenza; per i conti di deposito, invece, l’aliquota del 26% si applica sugli interessi maturati, che sono considerati guadagni realizzati.

Ma quanto si paga? È qui che entrano in gioco le aliquote fiscali applicabili, poiché influenzano direttamente i rendimenti degli investimenti. Le aliquote variano in base alla tipologia di asset: per esempio, le azioni e le obbligazioni sono soggette a un’aliquota del 26%, mentre i Titoli di Stato beneficiano di un regime fiscale più favorevole, con un’aliquota del 12,5%. Gli strumenti come ETF, ETC/ETN e fondi attivi, invece, possono vedere applicate aliquote miste, a seconda della composizione dell’investimento in titoli di stato. 

Per quanto riguarda i conti correnti e di deposito, esiste una tassa fissa annuale se il deposito medio supera una certa soglia, e gli interessi generati sono tassati al 26%. 

Queste aliquote si applicano sui rendimenti generati dagli investimenti e sono fondamentali per calcolare il netto dei propri investimenti. Facciamo una sintesi:

Fonte: Curvo

Tassazione sulle criptovalute

La legge di bilancio 2023 ha introdotto nuove disposizioni relative alla tassazione delle criptovalute, stabilendo un quadro normativo più chiaro per gli investitori in questo settore. Secondo questa legge, i guadagni derivanti dalla vendita o dallo scambio di criptovalute sono soggetti a un’aliquota fiscale del 26% qualora la plusvalenza annuale superi una soglia di esenzione fissata a 2.000 euro. È importante sottolineare che la tassazione si applica solo sul guadagno netto realizzato, cioè la differenza positiva tra il prezzo di vendita e il costo di acquisto delle criptovalute.

Gli investitori hanno anche l’opzione di dichiarare volontariamente il valore del proprio portafoglio di criptovalute al 1° gennaio di ogni anno, beneficiando di una tassazione agevolata del 14% sulle plusvalenze, a condizione che tali asset siano stati detenuti per almeno un anno. Questa disposizione mira a incentivare la trasparenza e la regolarizzazione fiscale degli investimenti in criptovalute.

La legge di bilancio 2023 ha rappresentato un passo significativo verso l’integrazione delle criptovalute nel sistema fiscale italiano, offrendo agli investitori una maggiore certezza in termini di obblighi tributari.

Tasse su investimenti esteri

La tassazione sugli investimenti esteri per gli investitori italiani segue principi di imposizione globale, dove i redditi prodotti all’estero sono soggetti a tassazione in Italia. Gli investitori devono dichiarare i redditi esteri nella propria dichiarazione dei redditi annuale, inclusi interessi, dividendi, e plusvalenze realizzate. L’aliquota applicabile varia a seconda della natura del reddito ma, in generale, si allinea alle aliquote domestiche pertinenti.

Un elemento fondamentale della tassazione sugli investimenti esteri riguarda la capacità di sottrarre le imposte già versate all’estero o di utilizzarle come credito fiscale, al fine di evitare la doppia tassazione. Questo significa che se l’investitore ha già versato tasse in un altro Paese su un determinato reddito, può utilizzare tale imposta come credito fiscale contro le tasse dovute in Italia, entro certi limiti e secondo i trattati bilaterali per evitare la doppia imposizione, se applicabili. 

La corretta documentazione e dichiarazione dei redditi esteri è fondamentale per sfruttare tali meccanismi e ottimizzare la posizione fiscale globale.

Altre tasse sugli investimenti

Oltre alle tasse dirette sui guadagni degli investimenti, esistono altre imposte che possono incidere sulla gestione e sul rendimento degli investimenti finanziari. Tra queste, l’imposta di bollo e la Tobin Tax rappresentano due esempi significativi, ciascuna con le proprie specificità e ambiti di applicazione.

Imposta di Bollo

L’imposta di bollo sugli investimenti finanziari è una tassa annuale che si applica sul valore degli asset detenuti in conti di deposito titoli e su alcuni prodotti finanziari. La sua aliquota è determinata in percentuale sul valore degli asset, con possibili esenzioni o riduzioni in base a specifiche soglie di valore. 

Tobin Tax

La Tobin Tax è un’imposta applicata alle transazioni finanziarie, in particolare agli acquisti di azioni di società quotate. La sua aliquota è calcolata come una percentuale del valore della transazione. Questa tassa mira a disincentivare il trading speculativo, applicandosi principalmente su operazioni di breve termine.

Regimi fiscali per investimenti

Quando si investe in strumenti finanziari in Italia, è possibile optare tra diversi regimi fiscali, ognuno con caratteristiche e implicazioni specifiche per la gestione delle tasse sugli investimenti. 

I tre principali regimi sono: il regime amministrato, il regime dichiarativo e il regime gestito. La scelta tra questi regimi incide sul modo in cui le tasse vengono calcolate e pagate, oltre a determinare il livello di autonomia e di assistenza nella gestione fiscale degli investimenti.

Regime Amministrato

Nel regime amministrato, è l’intermediario finanziario (banca o società di gestione) a occuparsi di calcolare, trattenere e versare le tasse dovute sui rendimenti degli investimenti per conto dell’investitore.

ProContro
Semplificazione fiscale: L’investitore non deve occuparsi direttamente della dichiarazione e del pagamento delle tasse.Minor controllo: L’investitore ha meno controllo diretto sulla gestione fiscale dei propri investimenti.
Comodità: Ideale per chi non vuole gestire complessità fiscali.Costi: Possono esserci costi aggiuntivi per la gestione amministrata.
Automaticità: Calcolo e pagamento delle tasse avvengono automaticamente.

Regime Dichiarativo

Nel regime dichiarativo, l’investitore è responsabile per la dichiarazione e il pagamento delle tasse sui rendimenti degli investimenti, offrendo maggiore controllo e flessibilità.

ProContro
Controllo diretto: Maggiore autonomia nella gestione fiscale.Complessità: Richiede una buona conoscenza delle normative fiscali.
Ottimizzazione fiscale: Possibilità di ottimizzare la dichiarazione per risparmiare sulle tasse.Onere amministrativo: Maggiore carico di lavoro per la dichiarazione e il pagamento delle tasse.
Rischio di errori: Maggiore responsabilità e potenziale per errori nella dichiarazione.

Regime Gestito

Il regime gestito si applica quando si investe attraverso fondi di investimento o gestioni patrimoniali, dove è il gestore del fondo a occuparsi della gestione fiscale.

ProContro
Gestione professionale: Esperti si occupano della gestione fiscale e degli investimenti.Costi di gestione: Le commissioni di gestione possono erodere i rendimenti.
Potenziale di ottimizzazione: Gli esperti possono ottimizzare la gestione fiscale.Minor controllo individuale: L’investitore ha meno controllo diretto sugli specifici aspetti fiscali.
Semplificazione per l’investitore: Minimizza gli oneri fiscali e amministrativi per l’investitore.

Conclusioni

Abbiamo esplorato il complesso panorama delle tasse sugli investimenti, offrendo una panoramica delle diverse aliquote, regimi fiscali e tassazioni specifiche per vari strumenti finanziari. 

Mentre il nostro obiettivo è stato quello di fornire chiarezza e guidare gli investitori attraverso le complessità fiscali degli investimenti, è fondamentale sottolineare l’importanza di consultare un consulente fiscale professionista. Un esperto può offrire consigli personalizzati e assicurare che si evitino errori, ottimizzando la propria posizione fiscale in linea con le leggi vigenti. Affidarsi a un professionista è il miglior passo per vivere con sicurezza nel mondo delle tasse sugli investimenti.

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