Nuovo scenario di medio periodo per Bitcoin? 

Cosa sta succedendo su BTC
Bitcoin Monday
Indice

La scorsa settimana sui mercati finanziari si è conclusa con un po’ di trambusto a causa di una notizia macro, cioè che l’indice dei consumatori, la fiducia dei consumatori americani, l’indice del Michigan è crollato un po’ per la prima volta sotto alcuni livelli anche previsti e in maniera importante rispetto al mese di aprile. Questo ha causato un crollo anche di Bitcoin, lo abbiamo visto per esempio proprio venerdì. 

Crollo Bitcoin 100524

Venerdì Bitcoin ha fatto questa mini fase ribassista con una chiusura a quasi -4%/-3,6% mentre in pratica anche il resto dei mercati era andato un po’ down. Sostanzialmente però questo indice dei consumatori del Michigan è importante perché ci fa comprendere se ad esempio l’economia sta andando verso una fase recessiva. È un lead indicator cioè un indicatore che ci dà un’informazione importante sulla fiducia dei consumatori e di conseguenza essendo l’economia americana basata in maniera importante sul consumo interno, l’indice dei consumatori che crolla significa meno consumi e quindi una recessione imminente. C’è però anche da fare alcune riflessioni sul fatto che ad esempio le attese relative all’inflazione non sono state modificate ma c’è un’inflazione persistente, anche se i rendimenti dei titoli di stato americano non tanto hanno subito una modifica. 

Analisi del calendario economico della settimana

È importante andare a controllare alcune cose: il tasso di inflazione che è previsto in pubblicazione il 15 di maggio prossimo alle 14:30 ora italiana. È previsto in leggera fase ribassista, questo potrebbe essere interessante da andare a valutare perché qualora il tasso di inflazione intanto ribassista previsto di poco non dovesse essere così preciso, e quindi in pratica dovremmo avere in sostanza una un tasso che un po’ poi magari non rispetta questa fase ribassista, a quel punto potrebbe essere essere che i mercati vadano a scrollare un po’ quindi a fare una fase ribassista. 

Il tasso di inflazione nei prossimi mesi ritornerà ad essere un po’ l’argomento del giorno perché non era prevista un’inflazione persistente così tanto. Questa cosa fino a marzo-maggio poteva essere accettata, da maggio in poi no. Quindi il fatto che gli Stati Uniti ancora non sono riusciti a controllare l’infrazione come ad esempio sembra essere stato fatto in Europa e non averla riportata sotto il target del 3%, è una cosa negativa e che potrebbe essere in questo caso non molto accettabile per gli Stati Uniti e questo potrebbe anche anche causare un po’ di nervosismo per i mercati. 

Mercati che però sono in fase di attesa anche delle elezioni americane quindi difficilmente andranno a stroncare in questa fase a meno di situazioni un po’ volute, per creare un po’ quel contrasto che porta un po’ di pepe alle elezioni, quindi può essere che qualcosa sia voluta. Alcune volte è successa questa cosa pre tornata elettorale americana verso agosto dello stesso anno, quindi se c’è un bias da questo punto di vista è di tipo negativo ed è verso agosto dell’anno delle elezioni.

Dati negativi sulla recessione, ma aspettative invariate

Il tasso atteso relativo ai tassi di interesse per il FOMC giugno è rimasto assolutamente invariato quindi non c’è un ribasso dei tassi, ma ancora una volta si riporta un eventuale possibile ribasso dei tassi ma con una percentuale molto bassa, ancora il 50-49% al FOMC di settembre, mentre poi per la fine dell’anno sembrerebbe più accettabile un ribasso dei tassi, tant’è vero che quasi tutte le medie sono spostate, tutti i valori sono spostati verso un tasso più basso di quello attuale, ma a giugno non c’è diciamo questa possibilità. 

La questione legata al Michigan: c’è stato un ribasso nella scorsa settimana di un valore di fiducia che è sceso da 77.2 a 67.4, un ribasso consistente, non è una cosa leggera poi tra l’altro in generale riguarda un po’ tutti gli altri valori che loro misurano. Questo indicatore è sostanzialmente un indicatore che porta l’idea che ci possa essere una fase di recessione imminente, allora questa fase di recessione ci può stare anche verso la fine dell’anno 2024 che inizi e per il tutto il 2025 si sviluppi un po’, perché abbiamo avuto un rialzo consistente dei tassi di interesse in tutti gli stati occidentali, e non c’è stata neanche l’ombra di una recessione. Quindi abbiamo avuto, neanche un soft landing, ma un super soft landing, quindi è la prima volta che avviene una cosa del genere così forse impattante, perciò alcuni mesi recessivi tutto sommato non sarebbero neanche così tanto negativi. Ovviamente una pausa dalla crescita sarebbe anche voluta dalle banche centrali che stanno spingendo i tassi di interesse e mantenendoli alti anche per bloccare questa forza altrimenti l’inflazione non viene ad essere controllata. Quindi questa fase non è negativa. 

L’attesa sull’inflazione non è cambiata 

Rendimento titoli di Stato USA a 10 anni

C’era stato anche un outlook che era peggiorato per quanto riguarda anche l’inflazione che però non si vede nel grafico dei rendimenti dei titoli di Stato americani decennali che ha toccato il suo massimo. Questo è inversamente proporzionale alla questione del tasso di interesse e ovviamente all’inflazione, cioè se i tassi iniziano a scendere, questo scende, se l’inflazione continua a salire, questo sale quindi diventa un problema da questo punto di vista.

È vero, c’è stato un rimbalzino nella giornata di venerdì. Ma parliamo del nulla, +1%. In realtà da un punto di vista di medio-lungo periodo per quanto riguarda il decennale americano la struttura è di aver fatto un massimo quindi un eventuale ribasso dei rendimenti dei titoli di stati decennali americani indica il tentativo di fuoriuscire da questo trend rialzista e quindi di riportarci a fasi differenti. Dopo la questione della immissione di liquidità, dopo la pandemia, si è sviluppata questa spirale rialzista. Ora teoricamente l’attesa sarebbe la discesa di questo rendimento decennale almeno al di sotto di livello precedente di minimo intorno al 3,8% per continuare poi una fase di ribasso nei prossimi anni e riportarsi intorno a valori più accettabili rispetto a quelli attuali che sono realmente molto alti anche per il debito pubblico enorme, gigantesco, stellare degli Stati Uniti. 

Bitcoin e la recessione: ha senso avere paura?

Allora come si sviluppa questa cosa con i mercati delle criptovalute e soprattutto con Bitcoin? Intanto dobbiamo vedere se effettivamente un’eventuale recessione può avere un impatto negativo su Bitcoin. Potrebbe non essere così perché al di là di quelle che possono essere delle fiammate iniziali l’impatto recessivo su Bitcoin non ha molto senso. In termini fondamentali non ce l’ha per niente perché Bitcoin non è collegato all’economia americana. Ce lo può avere solo in termini di rapporto con i mercati classici, cioè nel momento in cui Nasdaq ed SP 500 scenderanno per un’eventuale recessione, a quel punto Bitcoin potrebbe scendere per correlazione a questi indici. Ma al di là di questo non c’è nessun tipo di collegamento. 

In più, teoricamente, se dovessimo ragionare e dire, nel momento in cui c’è un livello di recessione imminente, c’è anche una aspettativa di ribasso dei tassi di interesse e questa aspettativa di ribasso dei tassi di interesse ovviamente non può che far bene a Bitcoin perché sarebbe un’immissione di liquidità. Quindi da un certo punto di vista la recessione potrebbe avere un impatto, magari nel breve può essere negativo, ma nel medio periodo Bitcoin non risentirà di un eventuale recessiva, quindi, indicatore del Michigan sì o no, la questione diciamo viene un po’ o meno. 

Bitcoin analisi ciclica news e previsioni di medio periodo

Grafico settimanale Bitcoin

Il grafico settimanale di Bitcoin presente due medie importantissime sul settimanale perché sono la media a 26 e a 52 periodi. La media 26 indica il ciclo semestrale di Bitcoin, la media 52 l’annuale di Bitcoin. Al superamento della media mobile a 52 periodi, a marzo 2023, non era mai successo che Bitcoin non andasse a disegnare poi una struttura di Bull Run. Tutte le volte era successo, neanche una esclusa. Solo in un caso, a causa, ovviamente della pandemia, c’era stata una discesa al di sotto della media 52 settimane ma in tutti gli altri casi della storia di Bitcoin il superamento della media 52 settimane ha indicato l’inizio di una fase di Bull Run. 

Alla fine sostanzialmente anche il touch della media è stato fatto nel settembre del 2023 come era stato fatto precedentemente, poi c’è una struttura ribassista che però non sarebbe esistita in nessun modo se la pandemia non ci fosse stata. Quindi questa cosa è un’anomalia esogena del periodo altrimenti la struttura sarebbe stata identica. Ora il mancato breakout di questo livello è consistente e tra le altre cose ancora i prezzi sono molto lontani da questa media. Solo un eventuale break di questa media a 52 settimane potrebbe indicare la fine di una fase di bull run, quindi siamo ben lungi da questa fase sui mercati delle criptovalute.

Il ritorno di Bitcoin in zona neutrale

Siamo in una fase di assestamento e di pulizia di quelli che sono gli indicatori classici, quindi dall’ipercomprato all’ipervenduto o in questo caso a zona neutrale. 

Per la zona neutrale di questo indicatore, un RSI modificato con una media smoothing sull’RSI, lo rende leggermente più ciclico. Il rientro all’interno di livelli più consoni quindi al di sotto del livello del 70 è una cosa che può essere considerata positiva. Nei precedenti cicli siamo andati sui massimi e poi a un certo punto si rientrava in una zona di meno congestione, una zona che possiamo definire “non eccesso”, e poi si ritornava in eccesso. Questa struttura è il cammino di una asset che va verso la sua strada, in pratica niente di anomalo perché significherebbe che l’asset continua la sua strada.

L’RSI non è un indicatore di Ipercomprato-Ipervenduto, viene utilizzato in questo modo ma è un indicatore che va a ragionare in termini di forza dell’asset sottostante quindi non solo e unicamente di ipercomprato-ipervenduto, si può utilizzare in quel modo ma è più la forza del sottostante. Quindi nel momento in cui si va a delineare una certa forza noi avremo costanti Ipercomprati dell RSI. Siamo stati in ipercomprato per un po’ di tempo, quindi il ritorno al di sotto di questo livello e quindi l’allungamento di questa fase attuale di riflessione con alti e bassi che magari possono capitare, potrebbero anche sviluppare un trend leggermente positivo, però il fatto è che a livello settimanale dovremmo scendere probabilmente su questi livelli fuori dall’ipercomprato e questo sarebbe il vero segnale positivo.

La fuoriuscita classica che può avvenire dall’iper comprato, una zona di neutrale dall’iper comprato è in zona sotto i $65k, meglio intorno ai $60K. Nulla cambierebbe, da quel punto di vista avremmo anche la possibilità con indicatori più normalizzati di poter spingere a una nuova fase importante. 

C’è da dire che quindi anche queste medie devono salire, che ci stiamo avvicinando a una fase importante cioè quella del touch della media a 26 che dovrebbe corrispondere con la conclusione di una fase ciclica importante. 

Bitcoin si potrebbe delineare questo nuovo scenario: Attenzione ora!

Allora cosa potrebbe succedere nei prossimi mesi a livello di medio periodo? Bitcoin ha concluso un ciclo annuale corto, si definisce così perché è un movimento probabilmente appartenente a un ternario di un biannuale più lungo, quindi una struttura di circa 900 giorni più o meno, e qui siamo in forma ternaria, cioè non è più un annuale classico che faceva il down per costruire la M, bensì è un annuale di un bi annuale diviso a forma ternaria che è un classico movimento a tre. Bitcoin ne fa tantissimi di questi.

Ora in pratica se questa forma ternaria viene rispettata in maniera precisa rispetto ai cicli precedenti teoricamente qui andremo in una fase di conclusione di un ciclo intorno ai 300-310 giorni. Ciò significa che fino a fine giugno – metà di luglio non ci sarebbe la possibilità di fare nuovi massimi per Bitcoin e che se anche dovessimo fare un nuovo hype non riusciremo a breackare i massimi. Teoricamente potremmo stare intorno ai 67-68k ma difficilmente riusciremo ad andare oltre e poi continueremo diciamo questa fase di trading range laterale ribassista dando il tempo e la possibilità anche a questa media a 26 di avvicinarsi e fare in modo che magari Bitcoin riesca a fare un down al di sotto di questa media. In quel caso a livello ciclico avremmo praticamente tutti i dati confermati in maniera veramente interessante. 

La questione così dipinta secondo quelli che sono i dati tutti perfetti della ciclica può essere considerata accettabile? Possiamo prenderla in considerazione? Assolutamente sì, perché è così che si muove di solito un mercato quando fa questa forme di cicli, però c’è anche da dire che a volte i mercati finanziari non sono così precisi, non vanno così ad essere puntuali rispetto a ai grafici e quindi un po’ di parapiglia bisogna aspettarselo in questa fase, cioè la semplicità di una View del genere è interessante però è anche una View veramente molto pilotata, sembra quasi scritta. Se dovesse fare una cosa del genere sarebbe un invito per entrare e fare Gain, dire basta alla chiusura di quel ciclo. Quindi o modifica un po’, mescola le carte, quindi allunga questa fase e fa ad esempio una fase ribassista più lunga del previsto oppure prova magari una fase di hype cercando di fare nuovi massimi addirittura. 

Non bisogna mai aspettarsi che i mercati seguano una linea così precisa, la strada principale dovrebbe essere quella, però bisogna stare sempre molto attenti anche ad atteggiamenti diversi da parte del mercato.

Bitcoin: trading operativo in questo momento

In particolar modo è possibile anche che questa fase ciclica venga sviluppata utilizzando un ciclo annuale normale e che in questo caso noi potremmo essere ad una metà di questo ciclo annuale con 238-240 giorni, quindi un semestrale classico, che è già stato fatto e in pratica. È come se stessimo ragionando con un annuale normale da circa 440 giorni e che qui abbiamo chiuso il semestrale. Ora  l’ipotesi del ciclo ternario è ancora valida ed è quella più probabile, con una conclusione intorno a giugno luglio di questi movimenti ribassisti, però la View legata alla possibilità che ci sia stata una close di un semestrale va tenuta in considerazione. 

Analisi tecnica Bitcoin

Nella scorsa settimana sono state fatte delle operazioni in ingresso, tutte segnalate in Academy anche di una parte hold che tra l’altro è andata in stop, adesso è rientrata nuovamente, ingressi un po’ più da trader e meno da investitore a prezzi molto bassi di ingresso per evitare i rischi di questo atteggiamento ma che sono comunque Long in questa fase se il mercato dovesse fare determinati atteggiamenti, primo fra tutti la rottura del livello di resistenza a $65000. In quel caso indicherebbe una fase che dovrebbe essere presa in considerazione, 65,6k circa. Quindi il Breakout sancirebbe un’accelerazione rialzista intorno ai 68.000. Bisogna tenere a mente questo livello  intorno ai $64,5k-$65,5k, un’area di pricing estremamente rilevante. 

Ci sta fare questa operazione perché se dovesse essere iniziato un semestrale e non ce ne siamo accorti, perché il mercato può fare questi giochini, e non è la prima volta è meglio essere dalla parte del mercato in questo momento.  Resta la struttura ciclica principale, quella di giugno-luglio che è la versione più naturale.

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