Zcash: il team se n’è andato, ma stavano lavorando a qualcosa?

L'intero staff di Electric Coin Company ha lasciato Zcash dopo uno scontro con il board di Bootstrap. Dopo un rally dell'861% nel 2025, la crisi di governance solleva una domanda scomoda: i fondamentali sono mai cambiati?
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Il 7 gennaio l’intero staff di Electric Coin Company ha dato le dimissioni. Tutti insieme, in blocco. Josh Swihart, il CEO, ha parlato di “constructive discharge”, in pratica condizioni di lavoro rese impossibili dal board di Bootstrap, la nonprofit che controlla ECC. Ha fatto i nomi: Zaki Manian, Christina Garman, Alan Fairless, Michelle Lai. Secondo lui, si sono “disallineati dalla missione di Zcash”.

ZEC ha perso il 14-19% nel giro di ore. Prevedibile.

Zcash: il team se n'è andato, ma stavano lavorando a qualcosa?

Il contesto

Swihart era diventato CEO a dicembre 2023, dopo che Zooko Wilcox, il fondatore, si era fatto da parte dopo otto anni. Peter Van Valkenburgh ha lasciato il board della Zcash Foundation a gennaio 2025. Insomma, c’è stato un esodo progressivo ai vertici ben prima di questo casino.

Il punto di rottura è stato il modello di finanziamento. Per otto anni, il 20% delle block reward andava direttamente a ECC, Zcash Foundation e Community Grants. Era il cosiddetto “Direct Funding”: soldi garantiti, nessuna competizione, nessuna accountability reale verso la community.

Con il Network Upgrade 6 di novembre 2024, questo sistema è finito. La nuova struttura: 80% ai miner, 8% ai grants comunitari, 12% in una “lockbox” protocollare. La lockbox è interessante: i fondi si accumulano lì finché i coinholders non raggiungono consenso su come distribuirli. A maggio 2025 c’è stato un voto: l’87,5% (oltre 800.000 ZEC) ha scelto il modello “Community & Coinholder” invece di restituire tutto ai miner.

Swihart aveva spinto per questa direzione: eliminare i privilegi delle entità fondatrici e passare a un sistema competitivo basato su grants. Il board di Bootstrap non era d’accordo. Le condizioni di lavoro sono state modificate, secondo Swihart in modo da rendere impossibile continuare. Muro contro muro, e alla fine se ne sono andati tutti.

I numeri del 2025

Nel frattempo, ZEC ha fatto +861% nel 2025. Da circa 58 dollari a gennaio fino a 744 dollari il 7 novembre. La migliore performance tra le large-cap, mentre Bitcoin ed Ethereum chiudevano l’anno in negativo. La narrativa privacy ha dominato: Monero +123%, Dash +12%, ma ZEC li ha stracciati tutti.

Il rally aveva basi concrete. L’interesse istituzionale c’era davvero: Cypherpunk Technologies (quella dei Winklevoss, riconvertita da biotech a treasury company crypto) ha accumulato 290.000 ZEC per circa 152 milioni di dollari, quasi il 2% della supply circolante, con l’obiettivo dichiarato di arrivare al 5%. Grayscale ha visto gli asset del suo Zcash Trust crescere del 228% fino a 151,6 milioni. Arthur Hayes ha messo ZEC come seconda posizione nel suo family office dopo Bitcoin. A gennaio 2026, Bitwise ha depositato domanda per un ETF spot su Zcash.

Sul fronte dell’uso reale, i numeri erano buoni: le transazioni shielded sono arrivate al 70% dell’attività di rete. Nel Q3 2025, 4,5 milioni di ZEC sono passati attraverso lo shielded pool, con indirizzi attivi in crescita del 150% anno su anno. Il wallet Zashi ha semplificato l’accesso alle funzionalità privacy. L’integrazione con Near Protocol ha aperto nuove possibilità di swap cross-chain.

Il problema

E qui viene il punto che nessuno vuole affrontare: i fondamentali di ZEC erano identici quando valeva 20 dollari e quando valeva 750. La tecnologia zk-SNARK non è cambiata. L’adoption di massa non c’è mai stata. Il prezzo attuale è ancora il 93% sotto l’all-time high di 5.941 dollari dell’ottobre 2016, letteralmente pochi giorni dopo il lancio. Otto anni dopo, siamo ancora lì.

Nel 2016-2017 c’era gente seria che sosteneva che Zcash avrebbe spodestato Bitcoin. Non sto scherzando, è successo davvero. Persone che considereresti intellettuali, analisti rispettati, fondi di investimento. La coin ha fatto rally del 3.500% senza che cambiasse nulla nei fondamentali. Poi è crollata. Poi è risalita. Poi è ricrollata. Il pattern si ripete da quasi un decennio.

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Quando qualcuno dice che il dev team si è dimesso, la risposta cinica ma onesta è: stavano lavorando a qualcosa di concreto? Il wallet Zashi è uscito nel 2024. Gli upgrade Halo hanno eliminato il trusted setup. Ztarknet, il layer-2 con smart contract privacy, è in testnet. Ok. Ma l’intero mercato delle privacy coin vale 30-35 miliardi, una frazione del totale crypto. L’adoption reale rimane di nicchia, e la pressione regolamentare in Europa (MiCA, AMLA) rischia di peggiorare le cose con potenziali delisting.

Cosa succede adesso

Il team che ha lasciato ECC sta fondando una nuova azienda. Stessa missione: “unstoppable private money”. Sean Bowe, ex ingegnere, dice che la nuova struttura permetterà di lavorare senza vincoli politici. Vedremo.

Zcash come protocollo continua a funzionare. È open-source, i blocchi vengono validati, la rete gira. Bootstrap mantiene la governance. Ma i cervelli che hanno costruito il sistema sono altrove, e questo conta.

La community si dividerà. Alcuni seguiranno i builder, altri resteranno sul protocollo esistente, altri useranno la situazione come scusa per vendere quello che volevano vendere comunque.

Il punto

Ogni anno qualcuno proclama la morte delle crypto. Ogni bear market porta profeti che annunciano la fine. E ogni volta qualcuno ci casca, vende tutto, e guarda con rammarico il ciclo successivo. Succede dal 2017, probabilmente succederà ancora.

La vicenda Zcash non cambia questa dinamica. Semmai la conferma: anche progetti con governance disfunzionale, leadership instabile e accuse di vaporware possono generare rally esplosivi. Il prezzo si muove sulla narrativa, non sui fondamentali. Quando i prezzi salgono, la tesi del casinò diventa più vera. Quando scendono, diventa più vera lo stesso. Se questo ti sembra un paradosso, probabilmente non hai passato abbastanza tempo in questo settore.

Tra sei mesi chi ha gridato alla bolla sembrerà un genio. Tra qualche anno, probabilmente no. È sempre stato così.

Il protocollo Zcash sopravviverà a questa crisi. La crittografia funziona, la chain gira, i miner validano blocchi ogni 75 secondi come prima. Zcash è stata progettata per sopravvivere a aziende, board e personalità. Questo momento lo dimostra. Ma le cicatrici della governance rotta restano, e la fiducia degli investitori è più fragile di quanto sembri.

Nel frattempo, da qualche parte, qualcuno sta comprando il dip. Come sempre.

Alberto Cuculachi
Sono Alberto. Seguo la blockchain dal 2013. Ho fondato DeFi Talks nel 2021, raggiungendo oltre 500.000 persone in più di 100 paesi. Scrivo per Cointelegraph e TradingOn cercando di tagliare il rumore crypto. Credo che il miglior investimento sia capire il gioco a cui stai giocando.
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