Dubai vieta le privacy coin, Zcash implode, ma Monero rompe l’ATH dopo 7 anni. Cosa sta succedendo?
Siamo di fronte a uno dei paradossi più interessanti del mercato crypto degli ultimi anni. Da un lato, i regolatori di tutto il mondo stanno stringendo il cappio attorno alle privacy coin: Dubai le ha appena vietate, l’Europa le metterà al bando dal 2027, e persino gli exchange più crypto-friendly le stanno delistando. Dall’altro, Monero ha appena toccato un nuovo massimo storico a circa 790 dollari, superando il picco del 2018 dopo sette anni di attesa.
Come si spiega questa apparente contraddizione? La risposta, come spesso accade, è più sfumata di quanto sembri.
Cosa è successo nelle ultime settimane
Il 12 gennaio 2026, il Dubai Financial Services Authority (DFSA) ha ufficialmente vietato le privacy coin all’interno del Dubai International Financial Centre. Il ban copre trading, promozione, gestione di fondi e creazione di derivati su asset come Monero, Zcash e Dash. Il regolatore ha citato i rischi legati all’antiriciclaggio e alla compliance con le sanzioni internazionali come motivazione principale.
Il fatto che sia proprio Dubai a fare questa mossa è significativo: parliamo di quello che dovrebbe essere l’hub del liberalismo crypto, la giurisdizione che ha costruito la sua reputazione sull’essere business-friendly per il settore. Se anche loro tirano il freno, il segnale è chiaro.
Pochi giorni prima, il 7 gennaio, era arrivata un’altra bomba: l’intero team di Electric Coin Company, l’azienda che ha creato e sviluppato Zcash dal 2016, si è dimesso in blocco. Josh Swihart, CEO di ECC, ha parlato di “scarico costruttivo” e ha accusato il board di Bootstrap, la nonprofit che governa l’azienda, di azioni di governance “in chiaro disallineamento con la missione di Zcash”. Il prezzo di ZEC è crollato del 15-20% in poche ore.
Il team non ha però abbandonato la causa: hanno annunciato la creazione di una nuova società per continuare a costruire “denaro privato inarrestabile”. Zcash come protocollo continua a funzionare, ma l’incertezza sulla roadmap futura è palpabile.
Perché Monero sale mentre tutto sembra andare contro
Ecco il paradosso: nonostante i ban, nonostante il delisting dagli exchange, nonostante le regolamentazioni sempre più stringenti, Monero ha registrato una performance del +130% circa nel 2025 ed è ora ai massimi storici.

Le interpretazioni possibili sono diverse. La prima è che stiamo assistendo a una classica exit liquidity. Se sei un grande detentore di Monero e sai che i ban stanno arrivando, cosa fai? Pompi il prezzo creando una fase di euforia per poi distribuire la tua posizione a chi compra nella FOMO. Non sto dicendo che sta succedendo questo, ma è uno scenario plausibile.
La seconda interpretazione è più fondamentale: la morte di Zcash come competitor principale sta reindirizzando capitali verso Monero. Zcash aveva già superato Monero in capitalizzazione di mercato durante il rally del 2025, grazie anche al backing istituzionale di Grayscale e dei Winklevoss. Ma con il team che se ne va e l’incertezza che regna, molti stanno tornando sul “vecchio affidabile”.
C’è anche una terza lettura, più provocatoria: Monero sta diventando il simbolo dei bastian contrari. Ci sarà sempre una fetta di mercato che vuole opporsi al sistema, che considera la privacy finanziaria un diritto fondamentale, e che compra proprio perché i regolatori dicono di non farlo. È un mercato piccolo ma reale.
Il problema del 51%
Chi segue Monero da vicino sa che nell’agosto 2025 c’è stato un evento significativo: il mining pool Qubic, guidato da Sergey Ivancheglo (co-fondatore di IOTA), ha raggiunto oltre il 51% dell’hashrate della rete e ha eseguito una riorganizzazione di 6 blocchi. A settembre, una riorganizzazione ancora più grande di 18 blocchi ha invalidato 118 transazioni. Kraken ha temporaneamente sospeso i depositi di XMR.
Questo evento ha mostrato una vulnerabilità strutturale. L’algoritmo RandomX di Monero, progettato per democratizzare il mining favorendo le CPU consumer, ha paradossalmente permesso a Qubic di attrarre miner con incentivi economici superiori, centralizzando di fatto il potere di mining.

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Il fatto che Monero abbia comunque raggiunto nuovi massimi storici pochi mesi dopo questo evento suggerisce che il mercato ha già “digerito” il problema, ma resta una spada di Damocle sulla rete.
Il futuro: due binari paralleli
La cosa interessante è che il tema privacy non sta morendo: si sta evolvendo su due binari separati.
Il primo binario è quello delle “vecchie” privacy coin come Monero, che continueranno a esistere come valute del mercato nero, dei bastian contrari, di chi non vuole sottostare a nessuna regola. Questo mercato non sparirà mai completamente, ma i vincitori saranno pochi: probabilmente Monero e poco altro.
Il secondo binario è quello della privacy “compliant”, costruita su più strati. Vitalik Buterin stesso, il 15 dicembre scorso, ha proposto di usare la tecnologia zero-knowledge per verificare le decisioni algoritmiche di Twitter/X, permettendo di dimostrare che un sistema rispetta certe regole senza rivelare i dati sottostanti. La proposta includeva timestamp on-chain e pubblicazione ritardata del codice (1-2 anni).
Questo è il futuro: privacy che non sia un “buco nero” dove entra il denaro e sparisce, ma un sistema a più livelli dove tu come utente puoi verificare come i tuoi dati vengono usati, e dove il regolatore autorizzato può fare i suoi controlli. Non è la privacy anarchica dei primi tempi delle crypto, ma è una privacy che può effettivamente integrarsi nell’economia reale.
Il quadro regolatorio
Per chi opera in Europa, il quadro è ormai chiaro. Il regolamento MiCA è pienamente operativo, con un periodo transitorio che consente agli operatori già attivi di continuare fino a luglio 2026 mentre si adeguano alle nuove regole. L’Anti-Money Laundering Regulation (AMLR) dell’UE metterà al bando le privacy coin e i wallet anonimi dal 2027. Il DAC8 sta portando obblighi di reporting fiscale sempre più stringenti.
Dubai, come abbiamo visto, si è allineata. E dove va Dubai, tendono a seguire altre giurisdizioni che cercano di posizionarsi come hub crypto “seri”.
Cosa significa per te
Se stai pensando di entrare su Monero o altre privacy coin in questo momento, devi avere ben chiaro cosa stai facendo. Non è un trade da holding di lungo periodo: è un’operazione speculativa in un contesto estremamente volatile e regolamentariamente ostile.
Il pump attuale potrebbe essere genuino interesse di mercato, oppure potrebbe essere qualcuno che sta distribuendo. Senza un’analisi approfondita dei flussi on-chain (che su Monero è per definizione limitata), è impossibile saperlo con certezza.
Quello che è certo è che il mondo privacy non morirà, ma cambierà radicalmente forma. Le vecchie privacy coin rimarranno una nicchia per chi vuole operare fuori dal sistema. Il futuro mainstream della privacy sarà costruito su tecnologie come gli zero-knowledge proof, integrate in sistemi che permettono audit e compliance senza sacrificare la riservatezza dei dati personali.
Chi saranno i vincitori di questa nuova nicchia? È ancora presto per dirlo, ma è qui che vale la pena tenere gli occhi aperti.
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