Crash crypto ottobre 2025: 20 miliardi liquidati in 60 minuti

Ottobre 2025: il crash crypto che ha liquidato anche chi aveva leva 1.2x. Orderbook vuoti, Coinglass down, 20 miliardi spariti. Attacco coordinato o caos?
Indice

5:00 PM, mercati chiusi

Trump è imbronciato davanti alla telecamera. Ha appena perso il Nobel per la pace e scoperto che Xi complotta alle sue spalle. Da diplomatico qual è, reagisce come sa fare meglio: minaccia dazi altissimi. La conferenza stampa è convocata per le 5 di pomeriggio. Chiusura mercati americani. Tempismo perfetto.

L’azionario non ha atteso. Si è tinto di rosso già prima. Le crypto hanno seguito in ordine composto. Niente di nuovo. Bitcoin ed Ethereum soffrono, le altcoin tengono meglio del previsto. È una giornata brutta ma gestibile. Abbiamo visto di peggio.

5:00 PM. Mercati chiusi. Trump parla.

“100% dazi.”

Pausa drammatica.

“Dal primo novembre.”

Solito teatrino. La candela di Bitcoin sui 15 minuti scende del 3%. Modico. Pelle d’oca, ma nelle crypto ci siamo abituati. La maggior parte pensa sia finita lì. Un’altra giornata di volatilità. Normale amministrazione.

Ma da qualche parte, in un ufficio che nessuno conosce, qualcuno ha appena finito di scaldare i popcorn e si è seduto alla scrivania. Il timing è perfetto. I mercati sono chiusi. Tra quindici minuti chiude anche il CME. È il momento.

5:15 PM. Il CME chiude.

E poi succede qualcosa che nessuno aveva mai visto prima.

Quando gli orderbook crypto si svuotano

Non è stata una cascata di liquidazioni. È stato un buco nero.

Non un cigno nero. Un buco nero. Nero come gli orderbook di tutti gli exchange. Il consueto lampeggio dei numeri verdi e rossi, sempre più frenetico nei momenti di crisi, ha lasciato spazio al vuoto pneumatico.

Non c’era più liquidità. I market maker hanno alzato bandiera bianca.

Coinglass, il sito di riferimento per tracciare le liquidazioni crypto, va down. Non regge. Gli exchange sono congestionati. Le interfacce non rispondono. Tradingview è entrato in modalità apocalisse. I grafici non si aggiornano o mostrano candele impossibili.

-20%. -37%. -55%. -70%. -90%.

ZERO.

Su alcune coin, su alcuni exchange, il prezzo è andato letteralmente a zero. ZERO. Non un crash. Un’evaporazione. Come se qualcuno avesse premuto delete sull’intero mercato.

Qualsiasi conto con leva superiore al 1.2x o 1.4x, valori di solito più che ragionevoli, prudenti addirittura, è stato svuotato. Non i degen con 50x. I trader conservativi con 1.3x di leva. Liquidati.

Venti miliardi liquidati. Forse più. Il numero esatto non si sa. La magnitudo è stata così ampia che non ci sono strumenti pubblici per valutarla di preciso. Coinglass è crollato. I bot che tracciano le liquidazioni hanno smesso di funzionare. Il mercato si è mosso più veloce di qualsiasi sistema di monitoraggio.

La teoria dell’attacco coordinato

Difficile capire cosa sia successo di preciso. C’è chi sussurra che sia saltato qualche market maker. Illazioni al momento. Ma le voci girano.

Il tempismo è troppo perfetto per essere casuale. Annuncio di Trump esattamente alla chiusura dei mercati tradizionali. CME che chiude quindici minuti dopo. E poi il vuoto. Come se qualcuno sapesse esattamente quando colpire per massimizzare il danno.

Non è solo un dump. È un attacco. Coordinato. Voluto. Qualcuno ha rimosso tutta la liquidità dagli orderbook di qualsiasi crypto nello stesso momento in cui il mercato aveva più bisogno di assorbire vendite. E quando non c’è liquidità, il prezzo va dove vuole. Anche a zero.

Forse l’obiettivo non era fare fuori i retail. Forse erano i market maker improvvisati. Quei tanti operatori che popolano il mercato convinti di poter estrarre valore come fosse una vendemmia in Toscana. Quelli con modelli di rischio che non contemplavano uno scenario così estremo.

L’evento non è incluso in alcun modello di crypto trading. Nessun risk management può proteggerti quando il mercato va letteralmente a zero. Appare ragionevole ipotizzare che molte posizioni siano andate in perdita. Molti operatori meno preparati o più aggressivi sono stati liquidati.

Ieri notte giravano voci che Wintermute fosse saltato. Pare non essere vero. Ma sono solo voci. La verità è complicata e nascosta. Non verrà a galla a breve.

Il giorno dopo

Mattina. Il sole è sorto come sempre. Ma il mercato è cambiato.

Chi ha vissuto quella notte non dimenticherà. Non il numero preciso della perdita. Ma la sensazione. Guardare lo schermo e vedere il tuo portfolio crypto evaporare in sessanta minuti. Non gradualmente. Istantaneamente. Come se qualcuno avesse premuto un pulsante.

Le chat sono piene di rabbia. “Manipolazione.” “Scam.” “Mai più.” Qualcuno giura di uscire per sempre dal mercato. Qualcun altro calcola quanto gli serve per recuperare. Qualcuno non risponde più. Il saldo a zero fa male. Ma il silenzio fa più male.

Gli exchange pubblicano comunicati vaghi. “Abbiamo sperimentato volatilità estrema.” “Stiamo investigando.” “I fondi degli utenti sono sicuri.” Quest’ultima frase fa ridere amaramente chi ha il conto a zero.

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Bitcoin ha recuperato. Ethereum anche. Molte altcoin hanno ripreso il 50-70% della caduta. I grafici mostrano candele con wick lunghissimi. Segno che qualcuno ha comprato al bottom assoluto. Chi? I market maker che hanno creato il vuoto, probabilmente. Vendere a prezzi alti, rimuovere liquidità, comprare a zero, ripristinare liquidità. Profitto.

Cosa succede ora: breve termine

Il weekend è fondamentale. Se non spingiamo, apriremo lunedì con un gap sul CME. Il mercato potrebbe volerlo colmare e liquidare gli short ritardatari. Quelli che hanno aperto posizioni durante il crash pensando “adesso crolla tutto.”

L’azionario è importante. Venerdì nero. Se recupera parte delle perdite, trascina le crypto. Se continua a scendere, siamo fottuti.

Prossima settimana escono i dati del CPI. Potrebbero portare manipolazione di brevissimo. Ogni dato macro ora è un’opportunità per muovere il mercato.

Il rimbalzo è stato fortissimo. Ha lasciato inefficienze profonde su tutte le coin. È possibile il mercato voglia andarle a colmare. Questo scenario si allinea con un azionario che ha appena iniziato una fase correttiva. Da aprile non abbiamo mai visto rosso. Si fa fatica a credere si possa crescere e basta.

Cosa succede ora: medio termine

Bisogna valutare gli impatti del crash sugli operatori. Non si può escludere che qualcuno sia saltato. Contagi possibili. Tuttavia parliamo di market maker, non fondi. Nemmeno exchange. Anche nel peggiore dei casi gli effetti dovrebbero essere limitati.

Ci vuole assestamento. Il movimento è stato così violento da rendere inutile qualsiasi analisi. È stato un reset totale di quasi tutte le posizioni speculative. Chi operava con leva non c’è più. Tutti liquidati.

Sui grafici è stato dipinto alla perfezione lo scenario top del ciclo dell’halving. 6 ottobre perfetto come da manuale. Sciacquone di inizio bear market. Una prosecuzione ribassista per qualche altra settimana avrebbe senso.

Ma c’è un paradosso. La profondità delle correzioni e l’ammontare delle liquidazioni sono tali da rappresentare un intero bear market. Solo che sono avvenute in sessanta minuti. Tutto il dolore condensato. Tutto il sangue versato. In un’ora.

Cosa succede ora: guardando più in là

Il mercato si è mostrato più fragile ma anche più resiliente delle previsioni. La DeFi ha continuato a funzionare. Bitcoin ha recuperato. Ethereum non è morto. Pure le altcoin hanno recuperato buona parte della tragedia.

Ormai sono stati buttati fuori davvero tutti. Prima i retail delusi dalle altcoin che non pompano. Ora gli operatori più speculativi liquidati nel crash. Sono rimasti solo gli istituzionali con prezzi di carico crescenti e un accumulo che non finisce più.

Bear market? Avrebbe poco senso. Ma le regole non le facciamo noi.

Le altcoin hanno fondamentali molto più solidi di due anni fa. Sono pronte per avere un reale impatto nel mondo. Eppure non vedono una giornata di sole da tempo immemore. Siamo in outlier statistici importanti.

È da luglio che il mercato sembra voler simulare un ultimo up di “euforia” da top bull run. Per poi correggere e disegnare un bear market. Il copione è stato rispettato alla lettera. Purtroppo questo film ha un cast eccentrico. Improvvisazione è la parola d’ordine. Siamo dove dovremmo essere, ma con un livello di entropia decisamente maggiore.

Serve pazienza

Negli ultimi 12 mesi abbiamo assistito a manipolazioni continue. Al costante tentativo di mescolare le carte. I fondamentali però non sono cambiati. Gli accumuli non sono spariti. La natura umana è sempre la stessa.

Questo non è il momento dello sconforto. Nella sua follia era qualcosa di necessario e in un certo senso atteso. Ogni forte ripartenza ha bisogno di un suo tempo zero. Difficile dire se questo momento sia arrivato, ma di certo abbiamo fatto un importante passo avanti in quella direzione.

Ora rimaniamo alla finestra. Ci vogliono tre elementi per poter dire che abbiamo tutti gli ingredienti per ripartire:

Un bottom generale sui mercati, azionario incluso. Non ci siamo ancora. L’azionario ha appena iniziato a correggere.

Un bottom importante sulle crypto. Ci siamo quasi. Mancherebbe da rendere più efficienti le spike a ribasso. Quei wick estremi vanno assorbiti.

Una miccia. Una scusa. Qualcosa che faccia tornare entusiasmo. Non si sa cosa. Non si sa quando. Ma servirà qualcosa.

Il verdetto

Oggi è male. Ma è molto meglio di febbraio. I tempi e i modi ci sono ancora sconosciuti, ma oggi almeno il gioco è chiaro.

Sono stati eliminati gli speculatori. Sono stati liquidati i trader. Sono stati spaventati i deboli. Rimangono gli istituzionali che accumulano. Rimangono i builder che costruiscono. Rimane chi crede nel lungo termine.

Il mercato ha toccato livelli di supporto chiave. Erano anni che si diceva “manca una capitolazione, servirebbe toccare questi livelli.” Fino a ieri sembravano impossibili. Lontanissimi. Li abbiamo toccati, seppur per qualche minuto.

Sessanta minuti di buco nero. Sessanta minuti dove tutto è andato a zero. Ma il mercato è ancora qui. Ferito. Spaventato. Ma vivo.

E chi è sopravvissuto a questa notte, chi ha guardato il proprio conto andare a zero e non ha venduto nel panico, chi ha comprato durante il vuoto pneumatico quando non c’era liquidità e il prezzo non aveva senso, questi sono quelli che racconteranno questa storia tra cinque anni.

Non come la volta che hanno perso tutto. Ma come la volta che hanno comprato il bottom assoluto.

Benvenuti nel mercato dove in sessanta minuti può succedere di tutto. Dove i modelli di rischio non servono. Dove l’unica certezza è l’incertezza.

Portate il powerbank. Ma soprattutto, portate pazienza.

Alberto Cuculachi
Sono Alberto. Seguo la blockchain dal 2013. Ho fondato DeFi Talks nel 2021, raggiungendo oltre 500.000 persone in più di 100 paesi. Scrivo per Cointelegraph e TradingOn cercando di tagliare il rumore crypto. Credo che il miglior investimento sia capire il gioco a cui stai giocando.
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