CAOS TOTALE su Bitcoin ed Ethereum! Ecco cosa è successo

Bitcoin e crypto in crash pazzesco ma attenzione può essere l'occasione che aspettavamo?
Indice

Durante il weekend si è verificato un crollo significativo nel mercato delle criptovalute, con Bitcoin ed Ethereum che hanno subito perdite drastiche in un breve arco di tempo. Ethereum, in particolare, ha registrato un calo del 37,77%, un evento che non si vedeva da anni e che ricorda il crash di marzo 2020, avvenuto all’inizio della pandemia.

La causa principale di questa turbolenza è stata l’introduzione di nuovi dazi commerciali da parte di Donald Trump, annunciati alla chiusura delle borse di venerdì. Questo ha generato panico nei mercati, alimentando una spirale di manipolazione dei prezzi, con conseguenze pesanti anche sulle criptovalute. Si stima che in un solo giorno siano stati bruciati circa 400 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, con Bitcoin che ha subito un forte calo, accompagnato da un crollo generalizzato delle altcoin. In particolare, una singola candela a 4 ore ha segnato un ribasso del 7%, con perdite in miliardi di dollari.

Nonostante una fase di ripresa attualmente in corso, il mercato rimane instabile e sotto pressione. Il trend generale continua a essere incerto e le minacce di nuove manipolazioni e instabilità geopolitica rendono necessaria una grande resistenza emotiva per chi investe nel settore. Infine, Robert Kiyosaki, noto per le sue posizioni sulle opportunità nei periodi di crisi, ha commentato la situazione sostenendo che questi momenti rappresentano un’occasione per accumulare ricchezza, sottolineando che, a livello fondamentale, l’unico vero cambiamento è rappresentato dai dazi commerciali.

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Dazi USA: caos sui mercati?

I dazi sulle importazioni negli Stati Uniti comportano un aumento dei prezzi dei prodotti esteri provenienti da Canada, Messico e Cina, rendendo meno competitivi questi beni rispetto a quelli prodotti internamente. L’obiettivo è proteggere l’economia statunitense, rendendo il mercato interno più vantaggioso per le aziende nazionali. Tuttavia, il Messico ha già raggiunto un accordo con gli Stati Uniti, il che ha contribuito al recente rialzo dei mercati.

Dal punto di vista economico, l’imposizione dei dazi mira a riequilibrare il deficit commerciale degli Stati Uniti tra import ed export, utilizzando questa leva anche per ottenere vantaggi geopolitici e accordi commerciali favorevoli. Per i paesi con economie più deboli, come Messico e Cina, accedere al mercato statunitense è cruciale, poiché offre opportunità economiche significative grazie all’elevata domanda e ai prezzi più alti rispetto ad altri mercati.

L’annuncio dei dazi ha scatenato un’ondata di speculazioni nel mercato delle criptovalute, con manipolazioni evidenti nei movimenti di Bitcoin. Dal novembre 2024, con la vittoria di Trump, si sono intensificate le operazioni speculative, creando fluttuazioni anomale nei prezzi. Le cosiddette “shadow” sulle candele giornaliere di Bitcoin evidenziano queste manipolazioni, mentre i prezzi di chiusura mostrano variazioni più contenute. Il recente flash crash, seguito da un rapido recupero, ha portato alla liquidazione di posizioni per quasi un miliardo di dollari in un solo giorno, generando panico tra i trader.

Nonostante il recupero parziale, la situazione rimane incerta e il trend non ha ancora invertito la rotta. Se questa fase di speculazione dovesse continuare, potrebbe avere conseguenze negative nel lungo periodo, rendendo il mercato delle criptovalute più instabile e meno affidabile per gli investitori.

Il grafico che potrebbe cambiare le tue sorti

L’analisi della struttura ciclica del mercato delle criptovalute evidenzia la presenza di un flash crash nella Total Market Cap, escludendo Bitcoin, Ethereum e le stablecoin. Questa dinamica è frutto di speculazione e manipolazione, con movimenti progettati per attivare stop-loss attraverso la paura degli investitori.

A livello ciclico, si potrebbe essere giunti a un punto previsto già tra novembre e dicembre scorsi, quando si ipotizzava l’inizio di una altseason. Tuttavia, è fondamentale non farsi condizionare dal momentum di breve termine, ma attenersi a strategie ben definite per gestire l’alta volatilità del mercato.

Il problema principale è la natura ingannevole di questi movimenti: il mercato alterna ripetuti crash seguiti da recuperi, creando un effetto “al lupo al lupo”. Questo rende difficile riconoscere il momento in cui avviene un vero crollo strutturale, poiché l’abitudine a queste oscillazioni induce un falso senso di sicurezza.

La situazione attuale è estremamente complessa e rischiosa, richiedendo preparazione e formazione costante. Affrontare questa fase con una strategia solida e il supporto di un gruppo è cruciale per non cadere nelle trappole create dalla manipolazione del mercato.

Cosa pensano gli istituzionali dei dazi?

I mercati finanziari non credono alle dichiarazioni di Trump, come dimostrato dall’andamento dei rendimenti dei Treasury americani a 20 anni, che sono scesi sia oggi che venerdì. Questo movimento indica che gli investitori non prevedono un cambiamento significativo nella politica monetaria e ritengono che i dazi non avranno un impatto rilevante sui prezzi e sull’inflazione.

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Se i dazi fossero percepiti come una minaccia concreta per l’economia, ci si aspetterebbe un aumento dei rendimenti obbligazionari, segnalando timori di inflazione e incertezza sui mercati. Tuttavia, l’assenza di una candela verde nel grafico dei Treasury suggerisce che gli operatori istituzionali credono che Trump stia usando i dazi come uno strumento di pressione politica più che economica. L’idea dominante è che verranno imposti ovunque solo come mezzo di negoziazione, piuttosto che come una strategia economica strutturata.

Questo non significa che la volatilità sia finita, ma indica che, almeno per il momento, il mercato non prevede un impatto economico di grande portata. Questo scenario è considerato positivo, poiché implica che le ripercussioni effettive dei dazi potrebbero essere molto più contenute di quanto si temeva inizialmente.

Bitcoin: analisi ciclica, news e previsioni

Bitcoin si trova in un ciclo mensile in atto, e uno degli elementi chiave da considerare è che la trend line ha retto nonostante il recente flash crash. Il prezzo ha rispettato il pullback del precedente movimento, senza fare nuovi minimi, né nelle shadow né nelle chiusure giornaliere, rispetto ai livelli del 9 e 13 gennaio.

La questione centrale è capire se 25 giorni siano sufficienti per la chiusura del ciclo mensile e l’inizio di uno nuovo. Se così fosse, Bitcoin potrebbe riprendere la sua fase rialzista, con prospettive di crescita significative. Tuttavia, c’è la possibilità che servano ancora alcuni giorni per completare la fase di transizione.

Un aspetto critico da monitorare è che, se il nuovo ciclo mensile prende forma, deve portare Bitcoin verso nuovi massimi storici. Se ciò non accade, significherebbe che qualcosa non sta funzionando correttamente nel trend. L’unico scenario in cui la ripartenza rialzista verrebbe rimandata è quello in cui il prezzo rompe i minimi e scende sotto gli 85K, trasformando il ciclo in uno ribassista.

Al momento, nonostante la volatilità della settimana, il trend mensile rimane rialzista e non mostra segni di inversione. Il comportamento del prezzo è coerente con quello di Ethereum e delle altcoin, il che rafforza l’ipotesi che la struttura ciclica generale non sia stata intaccata.

Se il ciclo mensile si chiude in modo positivo, il prossimo ciclo dovrà necessariamente portare Bitcoin a nuovi massimi. In caso contrario, sarà necessario analizzare più in profondità la situazione per capire le dinamiche di mercato e individuare eventuali segnali di debolezza.

Strategia operativa: cosa fare adesso

L’attuale minimo potrebbe essere sufficiente, ma Bitcoin potrebbe decidere di effettuare nei prossimi giorni un ritracciamento con piccole candele rosse, senza però creare nuovi minimi. È probabile che il prezzo si muova ancora leggermente al ribasso prima della chiusura definitiva del ciclo mensile. Uno degli elementi chiave da monitorare è la possibilità che Bitcoin prolunghi il movimento fino a venerdì, creando una configurazione come un doppio minimo in chiusura, ma senza nuove shadow ribassiste. Questo scenario lascerebbe aperta la possibilità che il mercato stia consolidando prima di una ripresa.

Dal punto di vista operativo, questa è una fase particolarmente delicata, in cui è essenziale avere una strategia di gestione del rischio. Alcuni trader sono ancora long, altri flat, mentre altri ancora optano per strategie di hedging, a seconda del proprio approccio al mercato. Questa settimana sarà fondamentale sia per Bitcoin che per le altcoin, con quest’ultime che hanno registrato crolli significativi, mostrando perdite a due cifre. È fondamentale mantenere il controllo emotivo e non farsi prendere dal panico, osservando con attenzione i prossimi movimenti di mercato.

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Nei prossimi due o tre giorni, sarà necessario monitorare eventuali segnali di ripresa o conferme della chiusura del ciclo mensile. Un elemento da considerare è la possibilità che una grande candela verde riporti il prezzo a 104.000 dollari. Se questo scenario dovesse concretizzarsi, si potrebbe valutare l’ipotesi di una fase di breakout, indicando che il mensile è già stato chiuso e che il mercato è pronto per un nuovo trend rialzista. Tuttavia, permane il dubbio che Bitcoin voglia prendersi ancora qualche giorno di riflessione prima di un movimento deciso.

Le manipolazioni politiche stanno influenzando fortemente i mercati e comprenderne l’impatto sarà essenziale per navigare questa fase con consapevolezza e strategia. La gestione del rischio e un approccio razionale saranno determinanti per affrontare con lucidità i prossimi sviluppi.

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