Settembre è tradizionalmente considerato il mese più difficile per Bitcoin, caratterizzato da una debolezza storica nel mercato. Questo mese segna anche la conclusione del terzo trimestre (Q3), che di solito non è particolarmente forte per Bitcoin. Tuttavia, c’è la possibilità che quest’anno rappresenti un’eccezione.

L’analisi si concentra sui dati e i grafici mensili per comprendere meglio l’andamento del mese di agosto. Durante quel mese, Bitcoin ha mostrato comportamenti che seguono un pattern tipico dell’analisi tecnica, manifestandosi frequentemente nei mesi successivi a periodi simili.
Viene evidenziata anche la ciclicità del mercato, anche se solo accennata, con un focus particolare sulla candela mensile che si è formata e sulla struttura che sta emergendo attualmente.
I dati più importanti per questa settimana
Il Bitcoin Monday di questa settimana si concentra sull’analisi dei dati macroeconomici rilevanti. Tra questi, i principali indicatori sono gli indici ISM manifatturiero e non manifatturiero, previsti per martedì 3. Questi indicatori misurano il rischio di recessione: un valore inferiore a 50 segnala un peggioramento economico, mentre un valore superiore indica una fase positiva. Attualmente, l‘indice è intorno a 59, suggerendo una stabilità economica senza grandi variazioni di volatilità.
Venerdì, sarà pubblicato il tasso di disoccupazione degli Stati Uniti, previsto in lieve diminuzione al 4,2-4,3%. Se si confermerà su questi livelli, non ci si attende molta volatilità, a parte piccoli movimenti legati all’uscita delle notizie.
La settimana successiva sarà quella più cruciale, con l’attesa decisione della Federal Reserve sul possibile primo taglio dei tassi di interesse da parte del FOMC il 18 settembre. Si prevede un taglio di un quarto di punto percentuale con una probabilità del 70%, mentre alcuni prospettano un taglio maggiore.
Tuttavia, poiché queste aspettative sono già state integrate dai mercati, è improbabile che si verifichino significative oscillazioni, a meno che non ci siano discrepanze tra le aspettative degli investitori e i dati effettivi. In assenza di questo squilibrio, qualsiasi volatilità sarà limitata e non influenzerà i trend dei mercati nel medio-lungo periodo.
Settembre il mese di fuoco per Bitcoin
Settembre è storicamente il mese più negativo per Bitcoin, con una media di perdita di -4,48% dal 2013. Anche se negli anni passati Bitcoin ha registrato notevoli rialzi, settembre resta il mese con la performance più bassa, superato solo marginalmente da giugno, che mostra un leggero segno negativo.

Tra i dati significativi, emerge che solo in tre anni su dieci settembre è stato un mese positivo per Bitcoin, e in quei casi la crescita è stata modesta: intorno al 2%, al 6% nel 2016, e al 3,91% l’anno scorso, tutti anni caratterizzati da un forte boom.
Negli altri anni, settembre è stato prevalentemente negativo, con ribassi più consistenti durante cicli specifici, come quelli del 2014 e del 2019, anche se non direttamente associati ai periodi di Bear Market.
In media, il calo per settembre si aggira intorno al 4-5%. Considerando che settembre dell’anno scorso è stato positivo, la probabilità di un altro mese positivo quest’anno potrebbe essere ridotta, in quanto la serie storica tende a mostrare un settembre negativo.
È importante sottolineare che le analisi basate su serie storiche riflettono dati del passato e non rappresentano un calcolo preciso di probabilità per il futuro. Queste analisi suggeriscono una tendenza, ma non forniscono certezze scientifiche, poiché sono influenzate dall’aleatorietà e dalla ripetitività di alcuni comportamenti del mercato. Pertanto, il fatto che settembre sia spesso negativo per Bitcoin segue una logica basata su tendenze storiche, ma non garantisce risultati futuri.
Bitcoin deve prepararsi al trimestre più forte di sempre
Bitcoin tende ad avere un ultimo trimestre (Q4) dell’anno molto forte, caratterizzato da notevoli rialzi. Questo comportamento implica che il trimestre precedente (Q3) sia generalmente più debole, poiché funge da base per il trend più pronunciato del Q4. Anche quest’anno, il Q3 è risultato debole e in linea con i trend degli anni passati.
Sebbene in media il Q3 sia positivo, la differenza rispetto agli altri trimestri è significativa: mentre gli altri trimestri registrano forti guadagni, il Q3 ha un incremento minimo. Escludendo il 2017, anno in cui Bitcoin ha avuto un boom dell’80% nel Q3, la performance del trimestre sarebbe stata praticamente piatta, con un andamento laterale o negativo.
Questo andamento si collega alla strategia di mercato nota come “Sell in May and go away“, che suggerisce un periodo di debolezza a metà anno. Anche quest’anno, il Q3 è negativo, suggerendo che il mese di settembre potrebbe continuare questa tendenza.
Tuttavia, a meno di eventi estremamente negativi che spingano il valore verso un calo significativo (come un -2% in un anno simile), il Q3 dovrebbe rimanere debole ma non eccessivamente negativo. Questa situazione dovrebbe preparare il terreno per la fase finale della Bull Run.
L’aspettativa principale riguarda quindi i mesi successivi, in particolare ottobre e novembre, che sono tra i mesi storicamente più potenti per Bitcoin. In particolare, ottobre è considerato molto forte, avendo registrato cinque anni consecutivi di performance positiva, inclusi i periodi di Bear Market, come nel 2022.

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Novembre appare forte ma è influenzato da alcuni dati eccezionali che ne alzano la media. Pertanto, ci si attende che settembre mostri una debolezza moderata, con oscillazioni limitate, preparando il mercato per un potenziale rialzo nei mesi seguenti.
Bitcoin sta delineando un pattern estremamente importante
Le previsioni per il mese di settembre indicano un andamento laterale ribassista per Bitcoin, con possibili ampie oscillazioni simili a quelle di agosto. Nonostante le oscillazioni tra il massimo e il minimo siano state significative (-24%), la differenza tra l’apertura e la chiusura del mese è stata minima, indicando una fase di leggera debolezza. La chiusura di agosto ha segnato il livello più basso degli ultimi sei mesi, suggerendo che il mercato si stia avvicinando alla chiusura di un ciclo annuale di Bitcoin.
Se la chiusura del ciclo annuale è già avvenuta, settembre potrebbe chiudere con una candela verde, mostrando una ripresa nella fase finale del mese dopo un inizio debole. Tuttavia, anche un lieve rialzo finale non cambierebbe la percezione di settembre come un mese di congestione o leggermente ribassista.
Un elemento tecnico da considerare è la lunga shadow della candela di agosto, che spesso il mercato tende a recuperare almeno in parte nel mese successivo. Nei primi giorni di settembre, circa il 25% di questa shadow è stato già recuperato, suggerendo che il mercato potrebbe continuare a testare il livello di prezzo tra 55.000 e 57.000 dollari.

Questo movimento potrebbe essere coerente con un nuovo tentativo di scendere verso questi livelli, senza rappresentare un rischio significativo, anzi, potrebbe essere considerato normale in questo contesto.
Se Bitcoin riuscisse a evitare ulteriori minimi sotto i 57.000 dollari e mantenesse una posizione stabile o crescente, ciò rappresenterebbe un segnale fortemente rialzista. Tuttavia, con ancora quasi tutto il mese di settembre davanti, è probabile che si verifichino ulteriori tentativi di testare nuovi minimi, a meno che non si assista a un deciso movimento verso i massimi di 64-65.000 dollari, con un successivo ritracciamento per creare una congestione.
Analisi ciclica mensile su Bitcoin
Il concetto chiave è legato alla ciclicità del mercato di Bitcoin: la ripartenza di un nuovo trend è attesa solo dopo la chiusura del ciclo mensile, che richiede più tempo per consolidarsi rispetto ai 28 giorni già trascorsi. Questa situazione presenta dati contrastanti e incertezze operative.
Negli ultimi giorni, l’operatività è stata complessa, con segnali negativi per i bot di trading più veloci, mentre quelli più lenti sono stati gestiti meglio ma comunque in un contesto difficile.
Le fasi di congestione laterale che si stanno osservando non sono favorevoli per chi opera con strategie di medio-lungo periodo, poiché i trend si esauriscono rapidamente, rendendo più profittevoli solo operazioni di brevissimo termine. Questi movimenti ristretti sono ideali per trader che operano su candele da 5 minuti, ma meno per investitori a lungo termine.
Per quanto riguarda la chiusura del ciclo mensile, sembra che sia ancora prematuro considerare il minimo già toccato. Sebbene ci sia stata una candela verde di recente, occorre aspettare uno o due giorni per confermare la direzione del mercato.
La probabilità più alta è che si verifichi un nuovo tentativo di testare i minimi precedenti; tuttavia, se il prezzo si stabilizza nella zona attuale, ciò potrebbe segnare la conclusione del movimento ribassista, evitando un nuovo tocco dei minimi di agosto.
Bitcoin può rompere i minimi di agosto?
Se Bitcoin dovesse scendere nuovamente ai minimi di agosto, la situazione diventerebbe particolarmente critica a causa della configurazione di breakout delle due medie mobili a livello mensile.
Questo scenario è estremamente negativo poiché, nella storia di Bitcoin, non è mai accaduto che queste due medie mobili si invertissero e la media inferiore venisse rotta senza precedere l’inizio di un Bear Market. Se ciò accadesse, sarebbe un evento senza precedenti e segnerebbe un potenziale ribasso molto pericoloso.
È possibile che il minimo di agosto abbia rappresentato un punto di supporto significativo, e un eventuale test di doppio minimo potrebbe portare a una chiusura leggermente al di sotto dei livelli di agosto.

Tuttavia, un breakout al di sotto dei 50.000 dollari sarebbe particolarmente preoccupante per Bitcoin, soprattutto se il livello non venisse recuperato rapidamente. In tal caso, sarebbe necessaria una particolare cautela, poiché il segnale ribassista potrebbe indicare un rischio di un calo più marcato e prolungato.
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