Bitcoin ha confermato un segnale tecnico sul time frame settimanale anche a livello europeo, un evento che era già stato osservato in precedenza nel mercato americano. La differenza tra le due analisi deriva dal diverso orario di chiusura delle candele settimanali: negli Stati Uniti, il mercato chiude il sabato notte, mentre in Europa la chiusura avviene la domenica notte. Questo scarto temporale ha eliminato dal conteggio un giorno critico, caratterizzato da una forte manipolazione di mercato attribuita al Presidente degli Stati Uniti attraverso alcuni tweet di impatto.
La questione principale ora è se Bitcoin continuerà a crollare. La scorsa settimana ha registrato una performance negativa del -14%, segnando il peggior ribasso dalla correzione di luglio 2024. La candela settimanale risultante è stata completamente rossa (in passato definite “black candles” quando i grafici erano in bianco e nero), segnalando una forte pressione ribassista.
Per comprendere l’andamento futuro del mercato, è necessario analizzare diversi fattori:
- Analisi ciclica e tecnica: Verranno esaminati i modelli storici di Bitcoin per identificare possibili scenari futuri.
- Notizie di rilievo: Alcuni eventi macroeconomici o sviluppi regolatori potrebbero influenzare l’andamento del mercato.
- Strategie operative: Quali azioni adottare in questa fase specifica del ciclo di Bitcoin.
- Prospettive su Ethereum: Verrà presentato un grafico particolarmente preoccupante per Ethereum, che potrebbe riflettere un trend ribassista anche su questa criptovaluta.
L’approccio combinato di analisi tecnica, ciclica e fondamentale sarà quindi essenziale per comprendere se il mercato è vicino a una possibile inversione o se il trend ribassista continuerà.
Bitcoin analisi tecnica: hai visto questo segnale?

L’analisi del grafico evidenzia una dinamica tecnica cruciale, spesso trascurata, che si è ripetuta costantemente negli ultimi anni. Il supporto principale è stato completamente violato, seguito da un pullback che ha confermato il cambiamento nella struttura di mercato. Questo fenomeno, che rappresenta un classico pattern dell’analisi tecnica, è di estrema importanza per comprendere l’evoluzione dei trend di Bitcoin.
Dal punto di vista tecnico, il breakout di un livello chiave ha determinato un’inversione del trend nel breve e medio periodo, portando il mercato in una fase ribassista. Tuttavia, il trend di lungo periodo rimane ancorato al rialzo, sebbene sia ora soggetto a una forte pressione. Ciò che è accaduto recentemente è stato ulteriormente condizionato da un’operazione di manipolazione del mercato, avvenuta domenica, che ha generato un pull-up del livello di supporto, un movimento che rientra perfettamente nei modelli tecnici già osservati in passato.
Bitcoin segue da sempre un comportamento ciclico prevedibile nelle inversioni di medio periodo. Dopo aver creato un box range di oscillazione, rompe il livello, esegue un pullback (o un pull-up, a seconda della direzione) e da lì conferma il cambiamento di trend. Questo pattern si è ripetuto costantemente nel corso degli anni e continua a essere un elemento chiave dell’analisi tecnica, sebbene venga spesso ignorato.
L’evento della scorsa settimana ha quindi confermato una classica dinamica di mercato: il breakout del box di consolidamento, il pull-up e la successiva inversione del trend. Bitcoin ha ora assunto una tendenza ribassista nel breve e medio termine, riflettendo un quadro di debolezza che necessita di ulteriori conferme per valutare le prossime evoluzioni del mercato.
Bitcoin analisi ciclica: se non succede questo non può rimbalzare!

L’analisi della struttura ciclica di Bitcoin suggerisce che il minimo del 28 febbraio potrebbe aver segnato l’inizio di un nuovo ciclo mensile della durata di 25 giorni, il quale dovrebbe teoricamente portare alla chiusura del ciclo trimestrale. L’assenza di forza attuale nel mercato è attribuibile proprio a questa dinamica: finché il ciclo trimestrale non sarà concluso, il mercato non avrà le condizioni necessarie per ripartire. La domanda chiave diventa quindi se la chiusura di questo ciclo sia imminente o meno, poiché da essa dipenderà la possibilità di un’inversione.
Un ciclo trimestrale standard ha una durata di circa 60 giorni e, in teoria, potrebbe già essere arrivato a conclusione con i minimi attuali. Tuttavia, Bitcoin tende solitamente a formare cicli più lunghi, salvo nei casi in cui il mercato sia particolarmente ribassista. La forte pressione in atto ha portato il prezzo da un picco di 92.000-93.000 dollari a un’area di 79.000 dollari, rendendo questo uno dei primi cicli trimestrali ribassisti da tempo. Il più recente ciclo di questo tipo risale a giugno 2024, il che conferma l’eccezionalità della situazione attuale.
Il monitoraggio dei cicli suggerisce tre possibili scenari fino alla fine del 2025, e il mercato sta progressivamente definendo quale di questi avrà maggiore probabilità di realizzarsi. L’approccio non è basato su previsioni certe, ma su una lettura strategica dei livelli di prezzo che consentono di anticipare le decisioni con un vantaggio temporale significativo. Se la debolezza attuale persisterà nel corso della settimana, il trimestrale potrebbe essere chiuso prematuramente, riducendone la durata a circa 66-67 giorni anziché 70-80 giorni. In tal caso, Bitcoin potrebbe continuare la sua discesa fino a infrangere il minimo del 28 febbraio, che rappresenta un livello tecnico cruciale.
Dal punto di vista tecnico, il breakout di questo minimo è già avvenuto anche su base daily, indicando una fase di debolezza accentuata. Il rimbalzo osservato domenica è stato rapidamente riassorbito, suggerendo che si sia trattato di un’operazione di manipolazione finalizzata a vendere a prezzi più alti prima di riprendere la discesa. Questo fenomeno si inserisce in un contesto politico ed economico più ampio, che ha visto interventi significativi da parte del governo statunitense, probabilmente legati a strategie elettorali. Tuttavia, al di là delle dichiarazioni politiche, i prezzi rappresentano sempre l’indicatore più affidabile della reale direzione del mercato.

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Fino alla chiusura del ciclo trimestrale, non si può avere un rimbalzo strutturale su Bitcoin. Il rimbalzo potrebbe avvenire al massimo entro domani, ma la possibilità di una ripresa consistente dipenderà dal comportamento del mercato nel breve termine. Se il prezzo continuerà a scendere senza alcun tentativo di recupero, il ciclo trimestrale potrebbe essere chiuso in modo anticipato.
D’altra parte, alcuni eventi di mercato o notizie rilevanti potrebbero creare le condizioni per un ultimo rimbalzo o per un ulteriore affondo ribassista. In ogni caso, un eventuale rimbalzo andrebbe tradato con estrema prudenza, poiché non rappresenta necessariamente un segnale di inversione definitiva del trend.
Questa è la giornata più importante di questa settimana
La notizia chiave che potrebbe innescare una forte volatilità su Bitcoin riguarda la pubblicazione dei dati sull’Indice dei Prezzi al Consumo (IPC) prevista per mercoledì 12 marzo alle 13:30. Questo dato è di fondamentale importanza perché un’inflazione inferiore alle aspettative potrebbe aumentare le probabilità che la Federal Reserve riveda la propria politica monetaria. Un rallentamento dell’inflazione potrebbe infatti incentivare la banca centrale statunitense a considerare una politica meno restrittiva, con effetti diretti su asset ad alto rischio come Bitcoin.
Le attuali condizioni macroeconomiche sono particolarmente delicate, con un contesto caratterizzato dalle conseguenze delle politiche commerciali adottate dal presidente Trump, che hanno contribuito a far emergere problematiche già esistenti legate ai dazi doganali.
L’economia statunitense non ha ancora registrato un vero e proprio collasso, ma gli indicatori suggeriscono una fase recessiva imminente, con il Nasdaq in forte ribasso e un ciclo semestrale che dovrebbe chiudere con i minimi attesi per maggio. Questo scenario porta a ipotizzare un prolungato trend ribassista, coerente con la dinamica osservata sui mercati azionari.
Negli ultimi anni, l’incremento dell’inflazione ha avuto un impatto devastante sui mercati tradizionali, con una perdita del 33% tra dicembre 2021 e ottobre 2022, mentre nell’attuale fase ribassista il calo registrato finora si attesta intorno al 12%. Sebbene il dato non sia ancora allarmante, bisogna considerare che i mercati erano in ipercomprato, quindi un naturale processo di correzione era atteso.
Tuttavia, gli elementi che stanno determinando questa fase di vendita sono concreti e includono una netta fuga dagli asset risk-on, innescata principalmente da fattori macroeconomici come l’aumento dei licenziamenti negli Stati Uniti. Questa tendenza comporterà una riduzione dei consumi, aggravando ulteriormente la prospettiva recessiva, poiché l’economia statunitense si basa in larga parte sulla spesa dei consumatori.
Cosa fare su Bitcoin e crypto questa settimana?
L’operatività su Bitcoin richiede una strategia chiara per evitare perdite inutili. Mantenere criptovalute in holding senza un piano definito è un errore, salvo per Bitcoin, che può essere detenuto più a lungo ma sempre con una gestione attenta del rischio. La vendita di parte delle posizioni intorno ai 94.500 dollari è stata una scelta strategica, anche se non tutte le operazioni hanno avuto successo, confermando che nessuna previsione è infallibile.
Attualmente, il mercato è ribassista e solo lo short selling sta generando profitti, mentre i tentativi di rimbalzo vengono sistematicamente stoppati. Un rimbalzo è possibile a breve termine, ma se i minimi scenderanno sotto gli 80.000 dollari, il ciclo trimestrale potrebbe troncare e accelerare la fase di discesa. Il contesto di mercato, dominato da manipolazioni e speculazione, ha reso inevitabile considerare anche strategie di short selling, nonostante l’iniziale riluttanza a operare contro Bitcoin. L’unica difesa efficace è un trading plan solido, che protegga dagli imprevisti e garantisca un rischio calcolato.
Ethereum: questo grafico è terribile

Il grafico di Ethereum evidenzia un segnale particolarmente negativo, che non sta ricevendo l’attenzione necessaria. Si tratta del breakout confermato a livello daily di un supporto critico, probabilmente il più importante, che potrebbe anche rappresentare il minimo del nuovo ciclo annuale di Ethereum. Questo segnale suggerisce che l’asset potrebbe continuare a scendere fino alla chiusura del ciclo annuale, attesa tra giugno e luglio 2025.
Analizzando la struttura dei prezzi, si nota come i massimi di Ethereum siano stati registrati a dicembre 2024, seguiti da un doppio massimo. Tuttavia, la chiusura effettiva ha segnato il punto più alto in un momento preciso, confermando un pattern di inversione ribassista. Se questa dinamica si confermerà, Ethereum potrebbe affrontare una fase di debolezza prolungata, riflettendo un trend discendente coerente con la struttura ciclica di lungo periodo.
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