Bitcoin mostra un andamento incerto in vista di importanti eventi, tra cui le elezioni statunitensi del 5 novembre 2024 e il meeting del FOMC previsto per il 7 novembre, dove si prospetta una possibile riduzione dei tassi d’interesse. Questa incertezza si riflette anche nei mercati finanziari, come evidenziato dai grafici del Nasdaq, caratterizzati da una calma piatta pre-elettorale.
Nonostante una buona posizione ciclica, Bitcoin deve superare una piccola sfida per consolidare la propria forza e realizzare il suo potenziale. Le notizie e le analisi di questa settimana sottolineano l’importanza di questo tassello mancante per migliorare le prospettive tecniche del prezzo di Bitcoin.
Occhi sul 5 novembre: Sell on news in arrivo?
Questa settimana è ricca di notizie economiche, a partire dai dati sul PIL statunitense attesi per il 30 ottobre e dalle previsioni di un leggero aumento del tasso d’inflazione europeo, che dovrebbe comunque restare sotto il target del 2%.
Il 3 novembre, inoltre, sarà rivelato il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti, un dato che potrebbe avere un impatto notevole sui mercati se differisse dalle previsioni. Tuttavia, l’attenzione principale è rivolta alle elezioni americane del 5 novembre, evento che molti operatori di mercato ritengono possa innescare una strategia di “sell on news” con un riequilibrio dei mercati dopo una fase di stabilità pre-elettorale.
Dopo le elezioni, il 7 novembre, si terrà la riunione del FOMC, dove è previsto con alta probabilità (98,3%) un taglio dei tassi di 0,25 punti percentuali, con una potenziale ulteriore riduzione a dicembre data al 68%. Questi tagli rappresentano un segnale importante per i mercati, che vedono nella Fed una volontà chiara di proseguire verso una politica monetaria più espansiva, un’uscita dalle restrizioni precedenti.
Tale strategia, aumentando la liquidità, potrebbe avere effetti positivi anche sul mercato delle criptovalute, incluso Bitcoin, che potrebbe beneficiare di questo contesto di tassi più bassi.
Bitcoin e il boom degli ETF
Gli ETF su Bitcoin stanno attraversando una fase di accumulazione significativa, con afflussi netti che raggiungono i 22 miliardi di dollari, un risultato eccezionale in termini di volume e rapidità. I grafici mostrano chiaramente barre verdi di inflow, indicanti un tentativo di mantenere stabile il prezzo mentre si accumulano asset, riducendo al minimo le fasi di outflow (indicate in rosso).
Questa dinamica suggerisce un mantenimento intenzionale del prezzo per evitare un’impennata improvvisa, incrementando gradualmente la disponibilità di Bitcoin detenuti dagli ETF. Nonostante l’aumento di prezzo attuale, non si prospettano rialzi estremi a breve termine: l’obiettivo della fase di accumulazione è più orientato alla stabilità che a un’immediata crescita verso nuovi massimi, diversamente dai rapidi rialzi osservati negli anni precedenti.
Prezzi Bitcoin: perché non sono in bolla
L’attuale prezzo di Bitcoin, intorno ai 64.000 dollari, non appare eccessivo, nonostante l’accumulazione abbia raggiunto circa 22 miliardi di dollari. Questa fascia di prezzo rappresenta il centro di una significativa area di congestione, evidenziando come il mercato consideri sostenibile questo valore, anche per investitori influenti o “squali.”
La percezione che il prezzo non sia gonfiato indica una fiducia più ampia nel valore corrente, un riflesso della maturazione del mercato delle criptovalute. La stabilità dei prezzi in questa zona segnala inoltre che il mercato ritiene tale valore una base solida per ulteriori accumulazioni, senza esagerazioni o speculazioni estreme.
Bitcoin vs crypto: la differenza cruciale
Attualmente, l’attenzione del mercato è concentrata quasi esclusivamente su Bitcoin, con un calo di interesse sulle altcoin, che di conseguenza non stanno mostrando grandi rialzi. Questo focus su Bitcoin è dovuto anche alla forza del suo rapporto con Ethereum, dove da anni è più conveniente detenere Bitcoin rispetto a Ethereum.
Finché il trend del cambio Ethereum/Bitcoin non cambia, ha meno senso puntare su altcoin quando Bitcoin è dominante, supportato anche dal recente interesse degli ETF. Gli ETF su Ethereum non hanno riscontrato lo stesso successo, mentre Bitcoin rimane il fulcro dell’interesse istituzionale e fondamentale.

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La fase attuale sembra indicare una maturazione del mercato, con una diminuzione della speculazione e dell’euforia generalizzata che caratterizzava il passato. Una volta conclusa questa fase di accumulazione e attenzione su Bitcoin, è possibile che il focus torni anche su altre criptovalute, ma per ora il mercato si mantiene stabile attorno al “re” delle criptovalute.
Nasdaq 100 ed Election Day: un legame?
Sul Nasdaq, ci si aspettava la chiusura di un ciclo annuale, ma questo non sembra essersi verificato. Il minimo rilevante individuato a 284 giorni potrebbe rappresentare un nuovo ciclo, ma è possibile che questo si estenda fino a dicembre.
Se il ciclo annuale del Nasdaq si prolunga, potrebbe delinearsi un “Sell on news” dopo le elezioni americane, indicativo di una correzione post-elettorale. L’analisi ciclica risulta complessa nei mercati tradizionali, spesso influenzati dalle politiche delle banche centrali e dalle azioni di buyback, il che rende l’andamento meno prevedibile rispetto ai mercati delle criptovalute.
Se si verificasse una chiusura del ciclo, potrebbe scendere sotto i 20.000 punti, un livello di supporto importante. Dopo il 5 novembre, un ribasso significativo è possibile, indipendentemente dall’esito elettorale, con l’intenzione di riportare i mercati in equilibrio dopo una fase di stabilità pre-elettorale.
Analisi ciclica di Bitcoin e previsioni
Il ciclo mensile di Bitcoin, iniziato il 10 ottobre, è in pieno sviluppo e ha già chiuso un ciclo bisettimanale il 23 ottobre. Ora si è avviata una nuova struttura ciclica più piccola, con probabilità di seguire una configurazione ternaria, cioè con tre fasi.
Questo scenario suggerisce un trend rialzista, ma molto dipende dal superamento dei massimi precedenti su BitStamp, fissati a circa 69.500 dollari, con chiusure intorno ai 69.000/69.100 dollari. Un breakout di questi livelli potrebbe riportare Bitcoin in una zona di congestione tra 68.500 e 71.500 dollari. Tuttavia, rispetto al passato, Bitcoin ha mostrato un comportamento diverso: invece di un forte rialzo dopo il breakout, ha fatto un “reverse on the mean” tornando ai prezzi medi.
Questa dinamica potrebbe essere legata alla fase di accumulazione istituzionale attraverso gli ETF, indicando un possibile cambiamento strutturale nel comportamento di Bitcoin che merita attenzione per le prossime evoluzioni.
I livelli di prezzo più importanti ora
Bitcoin sta tentando un nuovo breakout, ma potrebbe trattarsi di un falso segnale. Se il breakout non genererà un forte rialzo, si confermerebbe un cambio nella natura dell’asset, con un ritorno alla media piuttosto che il solito andamento parabolico.
La mancata chiusura sopra il massimo nei prossimi 2-3 giorni sarebbe positiva, mantenendo i prezzi in una fase di congestione e aprendo la strada a un eventuale breakout più solido verso metà settimana. Tuttavia, la mancata tenuta del supporto a 66.500 dollari potrebbe segnare l’inizio di una fase correttiva mensile.
In tale scenario, il rischio di un ribasso accentuato aumenterebbe. Lo scenario ideale prevede un breakout più maturo e robusto, mentre la chiusura del ciclo mensile potrebbe avvicinarsi alla data dell’11-12 novembre, in coincidenza con il “sell the news” legato alle elezioni statunitensi, un contesto potenzialmente favorevole per operazioni long in caso di rialzo.
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