Bitcoin e crypto: i dazi fanno crollare tutto!

I dazi imposti da Trump hanno scatenato una guerra commerciale senza confini, gettando nel panico i mercati finanziari, Bitcoin e l’intero comparto crypto. Ma il bagno di sangue è davvero finito qui?
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Nella giornata odierna si è registrato un forte clima di tensione sui mercati finanziari globali. Bitcoin ha raggiunto un livello tecnico di particolare rilievo, ovvero la media mobile a 52 settimane, che rappresenta un supporto fondamentale e che, in passato, ha segnato l’inizio dell’attuale fase rialzista (bull run). Tuttavia, il vero elemento di preoccupazione riguarda i mercati azionari tradizionali, che entrano ufficialmente in bear market per la prima volta negli ultimi cinque anni.

Il Nasdaq 100, così come altri indici principali, ha registrato un calo superiore al 20% rispetto ai massimi recenti, soglia che statisticamente definisce l’inizio di un mercato orso. In particolare, il Nasdaq ha toccato un -27% dai massimi, un valore ancora gestibile considerando che, in momenti di forte tensione economica, correzioni del 30-40% sono piuttosto comuni. Basti ricordare che durante la fase di rialzo dei tassi d’interesse, lo stesso indice aveva segnato un ribasso del 32%.

Tuttavia, la situazione attuale non può essere derubricata a semplice volatilità di breve periodo. Al contrario, ci troviamo di fronte a una fase strutturalmente rilevante, dettata da fattori oggettivi e da scelte politiche ben precise. Pertanto, il confronto con ribassi passati potrebbe risultare fuorviante. Il contesto macroeconomico è infatti profondamente diverso.

Nel dettaglio, si segnala come le decisioni di natura politica, in particolare la politica dei dazi imposta dagli Stati Uniti sotto l’amministrazione Trump e le conseguenti reazioni da parte dei partner internazionali, stiano generando effetti sistemici. Tali dinamiche rischiano di innescare un contesto di stagflazione, cioè una fase economica caratterizzata dalla coabitazione tra inflazione elevata e recessione.

Sebbene il settore delle criptovalute abbia già attraversato un periodo difficile – con Ethereum e altre altcoin che hanno performato negativamente e nessuna vera altseason all’orizzonte – è il mercato azionario tradizionale a vivere oggi una fase di particolare fragilità. Se le tensioni politiche e le attuali scelte economiche dovessero proseguire nei prossimi mesi, è altamente probabile che il fenomeno stagflattivo si manifesti in modo evidente, con ripercussioni sull’economia globale.

Questa crisi finanziaria non è come le altre: bisogna dire la verità!

L’attuale fase di instabilità sui mercati non può essere liquidata come una normale parentesi di volatilità o come un ribasso ciclico legato a fattori economici noti. Al contrario, si configura un contesto macroeconomico nuovo, plasmato da dinamiche strutturali e scelte politiche, soprattutto da parte degli Stati Uniti.

Uno dei fattori chiave è il persistente deficit commerciale statunitense, segno di una fragilità economica profonda. A questo si aggiunge una strategia implicita che tende a trasferire parte dell’onere del debito pubblico sui consumatori, interni ed esteri, in modo non dichiarato ma potenzialmente destabilizzante.

Nonostante ciò, non si parla di un crollo imminente dei mercati, bensì di un rischio più sottile: quello di sottovalutare la portata del momento attuale, assimilandolo erroneamente a fasi passate, come quella del 2021 legata ai rialzi dei tassi. La crisi attuale, invece, affonda le radici in scelte geopolitiche e strategiche, non in eventi economici prevedibili o shock temporanei.

Se questo approccio politico dovesse proseguire con rigidità, si rischierebbe un duraturo danno alla fiducia internazionale verso gli Stati Uniti — un potenziale “cigno nero” con impatti di vasta portata.

In conclusione, l’attuale contesto richiede cautela e lucidità: non si tratta di un semplice ribasso, ma di una fase eccezionale che potrebbe amplificare i rischi se sottovalutata.

Bitcoin: aggiornamenti degli scenari mensili

L’analisi mensile su Bitcoin finora si è confermata corretta, tuttavia si è verificata un’anomalia significativa: il rialzo del 2 aprile, che ha spinto il prezzo fino a 88.000 dollari. Questo movimento inatteso potrebbe aver già segnato il massimo mensile, alterando le previsioni iniziali. In particolare, tale rialzo ha compromesso i calcoli legati alla volatilità, aumentando il rischio che si concretizzi lo scenario ribassista (definito “scenario rosso”).

Sebbene la fase di correzione prevista si sia effettivamente verificata, il picco dei primi giorni del mese ha cambiato i parametri di riferimento. Questo rende più probabile l’avvio di una fase negativa, anche se non si esclude la possibilità di una ripresa, grazie alla presenza di un supporto rilevante. Nei prossimi giorni sarà necessario monitorare attentamente l’evoluzione del mercato per comprendere quale direzione prevarrà.

Bitcoin ha rispettato entrambi gli scenari previsti

Nella scorsa settimana si sono verificati entrambi gli scenari previsti: il movimento rialzista è esploso il 2 aprile, seguito a brevissima distanza da un’inversione ribassista. Questa doppia realizzazione ha confermato l’elevata volatilità del mercato, offrendo opportunità sia per chi puntava sullo scenario verde che su quello rosso.

Per quanto riguarda la settimana in corso, l’analisi tecnica mostra un segnale chiaro: con la rottura del minimo dell’11 marzo e la dinamica odierna, Bitcoin ha abbandonato il trend laterale e si muove in un contesto ribassista di medio periodo. Non si può parlare ancora di bear market in senso pieno, poiché alcuni livelli tecnici chiave offrono ancora supporto. Tuttavia, la situazione è delicata: la trendline di lungo periodo che ha sorretto l’intera bull run è attualmente sotto pressione e sembra destinata a cedere.

Il breakout sembra essersi già verificato nella giornata di ieri, ma per avere una conferma definitiva sarà necessario attendere la chiusura settimanale. Se la rottura verrà confermata anche su questo timeframe, si tratterebbe di un segnale marcatamente ribassista. In assenza di un rapido recupero, la fase discendente potrebbe intensificarsi ulteriormente.

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Bitcoin: i livelli di supporto per questa settimana

Il primo livello di supporto rilevante per Bitcoin si colloca attualmente intorno ai 78.000 dollari, in corrispondenza del minimo di chiusura registrato il 10 marzo, compreso tra i 78.000 e i 79.000 dollari. Si tratta di un’area chiave che al momento sta sostenendo il prezzo. Un secondo livello si trova nella fascia compresa tra i 78/79.000 e i 72.000 dollari, con un punto intermedio a circa 75.500 dollari.

Bitcoin e crypto: i dazi fanno crollare tutto!

Tuttavia, questo supporto è considerato debole e poco affidabile, rendendo la struttura complessiva fragile. Se il prezzo dovesse scendere ulteriormente, si aprirebbe il rischio di un test diretto della zona compresa tra i 71.000 e i 72.000 dollari, un’area che rappresenta il prossimo possibile livello di tenuta, ma anche un segnale di ulteriore debolezza del mercato.

Bitcoin: i livelli di resistenza per questa settimana

La principale resistenza per Bitcoin si colloca attualmente a quota 81.000 dollari, livello che rappresenta un ostacolo significativo alla ripresa del trend rialzista. A questo si aggiunge una trendline discendente che sta caratterizzando l’attuale ciclo mensile in corso.

Bitcoin e crypto: i dazi fanno crollare tutto!

Lo scenario settimanale risulta particolarmente complesso da delineare, poiché già nella sola candela odierna Bitcoin ha compiuto oscillazioni ampie, tali da esaurire gran parte del range atteso per l’intera settimana. Questa dinamica evidenzia quanto sia difficile tracciare previsioni affidabili nel breve termine, in un contesto di estrema volatilità e incertezza.

Bitcoin: analisi ciclica una nuova speranza

La fase attuale di mercato è particolarmente complessa anche da un punto di vista previsionale, rendendo difficile delineare scenari affidabili. In questo contesto, l’analisi ciclica diventa essenziale per comprendere l’evoluzione dei prezzi. L’estensione settimanale è stata in gran parte già completata nella giornata odierna, con Bitcoin che ha toccato quota 81.000 dollari, segnando un rimbalzo significativo dopo un precedente crollo.

Dal punto di vista ciclico, si evidenzia che Bitcoin è nella fase conclusiva del ciclo mensile, che tipicamente dura circa 28 giorni. Sebbene non sia ancora confermata la chiusura, è probabile che nei prossimi giorni si assista a un’ulteriore fase ribassista, con un possibile riassorbimento parziale della shadow appena formata. Questo comportamento sarebbe coerente con le dinamiche di chiusura ciclica osservate in passato.

Lo scenario più plausibile, alla luce della situazione attuale, prevede quindi un’estensione del movimento ribassista per completare la chiusura del ciclo mensile, seguita da un rimbalzo contenuto entro la settimana. Si configurerebbe così una fase di trading range con oscillazioni altalenanti, ma senza vere ripartenze fino alla completa chiusura ciclica.

Bitcoin: gli scenari per questa settimana

L’ipotesi che il ciclo mensile di Bitcoin si sia chiuso oggi è plausibile, sebbene al momento sia più probabile che tale chiusura sia avvenuta in shadow, ossia sulla parte bassa del movimento. Tuttavia, da un punto di vista tecnico, è più coerente aspettarsi una chiusura alta nella giornata odierna, seguita da sessioni nei giorni successivi in cui il mercato potrebbe riassorbire parzialmente la struttura rialzista formata.

Lo scenario dominante per la settimana è quindi caratterizzato da una fase di debolezza con possibili ribassi moderati, piuttosto che da un rimbalzo immediato a V o da una ripartenza decisa. L’ipotesi di un nuovo ciclo mensile in avvio resta sul tavolo, ma appare prematura: i tempi risultano ancora leggermente compressi e il comportamento tecnico osservato — in particolare la formazione di una shadow pronunciata — suggerisce che Bitcoin possa ritracciare parte di quel movimento prima di ripartire.

Non si prevedono al momento scenari catastrofici, grazie al supporto già testato, seppur fragile. La possibilità di una ripresa concreta resta dunque subordinata all’effettivo avvio di un nuovo ciclo mensile.

Ethereum: sta rompendo tutti i supporti

Il grafico di Ethereum, così come quello di molte altre criptovalute, evidenzia un forte segnale di debolezza, con una situazione di profondo rosso diffuso. In questo contesto, è necessario considerare dinamiche cicliche più ampie, come la possibile chiusura di un ciclo trimestrale. Tuttavia, dai dati attuali non emergono segnali concreti di una chiusura imminente: il ciclo appare ancora troppo corto e serviranno almeno alcuni giorni della prossima settimana per poter ipotizzare un completamento.

Questo scenario non lascia presagire sviluppi positivi nel breve termine. Inoltre, il ciclo annuale di Ethereum ha ormai assunto una configurazione ribassista, e considerando che ci troviamo sui minimi del ciclo biannuale iniziato a ottobre, la rottura di questi livelli chiave potrebbe compromettere ulteriormente la struttura tecnica. È quindi necessario adottare una prospettiva più cauta anche per Ethereum, tenendo conto dei segnali negativi che stanno emergendo dai cicli di lungo periodo.

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