Bitcoin: crash imminente? Segnali da NON ignorare!

Settimana ROSSA sui mercati! Dobbiamo prepararci ad un CRASH IMMINENTE? Analizziamo i segnali ciclici e i livelli chiave da monitorare
Indice

La settimana inizia con una prospettiva negativa per il mercato delle criptovalute, in particolare per Bitcoin, che continua una fase ribassista iniziata dopo aver raggiunto i massimi annuali del 2025, intorno ai 102.000-103.000 dollari. Attualmente si trova in un’area critica tra i 91.000 dollari e un livello di supporto orizzontale importante. Ciò che desta maggiore preoccupazione non è il calo in sé, ma il fatto che avvenga in una delicata fase ciclica, suggerendo un possibile movimento ribassista più intenso del previsto.

Le interpretazioni di questa fase divergono tra chi considera il ciclo di chiusura semestrale e chi punta ai fattori macroeconomici. Dal punto di vista ciclico, il movimento sarebbe una naturale evoluzione del mercato. Tuttavia, l’analisi macroeconomica attribuisce la debolezza delle criptovalute e dei mercati tradizionali alla forza del dollaro, sostenuta da un’economia statunitense robusta e da un mercato del lavoro forte. Questo contesto, unito alla persistenza dell’inflazione, sta disilludendo le aspettative di tagli significativi dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve, causando ulteriori pressioni sui mercati.

Nonostante la solidità dell’economia americana, i mercati sono stati influenzati da manipolazioni e immissioni di liquidità piuttosto che da una reale crescita economica. Nei mercati tradizionali, questo squilibrio genera flessioni moderate, mentre nel settore crypto, soprattutto per le altcoin, l’effetto è amplificato a causa della loro maggiore dipendenza dalla liquidità. Le altcoin stanno affrontando un periodo particolarmente difficile, con cali più significativi rispetto a Bitcoin, accentuando il divario tra i due segmenti di mercato.

Mercoledì: bagno di sangue in arrivo?

La settimana sarà cruciale per i mercati, con eventi chiave che potrebbero influenzarne l’andamento. Mercoledì verrà pubblicato il dato sull’inflazione negli Stati Uniti, con una previsione del 2,9%. Se questa soglia non sarà rispettata e l’inflazione dovesse salire a valori intorno al 3,3%, i mercati potrebbero reagire negativamente, provocando un forte ribasso. Un aumento inatteso dell’inflazione creerebbe infatti grande preoccupazione, poiché le aspettative attuali non contemplano un’impennata significativa.

La possibilità di reazioni di “buy the dip” da parte di investitori ben informati o insider non è esclusa, anche se simili dinamiche sollevano interrogativi sulla loro trasparenza e legalità. Giovedì seguiranno importanti dati sull’economia statunitense, che continua a mostrare robustezza. Infine, venerdì sarà pubblicato il tasso di inflazione europeo, previsto su livelli più contenuti e vicini al target, mostrando una situazione economica più stabile rispetto agli Stati Uniti.

Questo grafico spiega la paura attuale del mercato

L’indice del dollaro (DXY) ha registrato un incremento significativo, guadagnando quasi il 10% dai minimi di settembre 2024 rispetto alle principali valute globali. Questo rialzo è straordinario per il mercato Forex, dove movimenti di questa portata richiedono solitamente un arco temporale di anni. Attualmente, l’indice ha raggiunto un livello di 110, che non si vedeva da oltre due anni, e non mostra segnali di inversione.

L’analisi ciclica suggerisce che siamo all’inizio di un nuovo ciclo annuale del dollaro, che si inserisce anche in un ciclo più ampio di 15 anni. Quest’ultimo sembra essersi chiuso intorno a luglio 2023, indicando una fase potenzialmente esplosiva per il dollaro. Dal 2008, il dollaro ha mantenuto un trend rialzista rispetto ad altre valute globali, confermandosi estremamente forte.

Se il dollaro dovesse superare il livello massimo attuale, potrebbe consolidare ulteriormente la sua struttura rialzista. Tuttavia, in caso di mancato superamento, si potrebbe innescare un’inversione di lungo periodo che modificherebbe significativamente gli scenari futuri. Questa forza del dollaro rappresenta una sfida per Bitcoin, che è l’unico asset nel mercato crypto con il potenziale di resistere a un impatto così forte. Le altre valute digitali, invece, sembrano meno attrezzate per affrontare un contesto di questo tipo.

Aspettative sui tassi d’interesse: cosa è cambiato?

Le attese sui tassi di interesse mostrano una situazione di stallo, con nessuna riduzione prevista a gennaio e una probabilità dell’80% che i tassi rimangano invariati anche a marzo. Per giugno, solo una minoranza prevede un taglio dello 0,25%, mentre quasi il 50% ritiene che non ci saranno riduzioni neppure in quel periodo. Questa incertezza sta alimentando la volatilità dei mercati e frenando l’euforia.

Un altro elemento critico è il ritorno di un’inflazione in aumento, che rappresenta una sfida significativa in un contesto di tassi di interesse elevati. I rendimenti dei bond americani sono un indicatore chiave: il ventennale ha superato il 5% e si avvicina ai massimi di ottobre 2023, fissati al 5,4%. Questo livello di rendimento è problematico, specialmente per il massiccio debito americano, poiché implica costi di interesse insostenibili.

La priorità della Federal Reserve e dei mercati è contenere l’inflazione a tutti i costi, anche sacrificando la crescita economica. Powell e gli operatori di mercato sembrano determinati a frenare la spinta inflazionistica, evitando l’immissione di liquidità come misura temporanea.

Inoltre, esiste il rischio che, anziché una riduzione, si possa assistere a un nuovo aumento dei tassi, accentuando ulteriormente le difficoltà macroeconomiche.

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Bitcoin: l’analisi ciclica ci dà la peggiore delle notizie

La fase ciclica di Bitcoin si trova in un momento cruciale. Dal minimo registrato il 30 dicembre, è iniziato un nuovo ciclo mensile che ora sembra orientarsi verso un trend ribassista. Sebbene non ci sia ancora stata una chiusura al di sotto del livello di supporto critico di 91.315 dollari, il prezzo ha già toccato un minimo intermedio di 97.610 dollari.

Attualmente, il ciclo mensile sembra prossimo a consolidarsi come ribassista, il che implica una probabile continuazione della discesa fino alla chiusura del ciclo. I tempi tipici di chiusura di un ciclo mensile variano tra 20-22 giorni e 30-38 giorni. Questo significa che Bitcoin sta invertendo il trend di breve periodo e potrebbe proseguire la sua discesa verso livelli di supporto più bassi, in linea con il completamento del ciclo in corso.

Il supporto critico di Bitcoin

L’attuale fascia di prezzo di Bitcoin è motivo di preoccupazione, poiché i livelli di supporto presenti sono deboli e poco consistenti. Il ciclo mensile ha virato verso un trend ribassista troppo rapidamente e senza alcuna ripresa significativa. Si attende un potenziale rialzo di metà ciclo, previsto intorno al 14-15° giorno, che potrebbe offrire un rimbalzo temporaneo. Tuttavia, se questo movimento non dovesse verificarsi, la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente.

Senza uno swing di rimbalzo, il mercato potrebbe affrontare un calo significativo, data la mancanza di supporti e volumi rilevanti al di sotto degli attuali livelli di prezzo. Questo scenario lascia spazio a un crollo potenziale verso aree molto più basse, come quella degli 80.000 dollari, in modo rapido e senza ostacoli significativi.

Dove può arrivare Bitcoin nel peggiore dei casi?

La situazione attuale di Bitcoin richiede un’attenta analisi dell’estensione del ribasso rispetto ai precedenti. Un calo di circa il 25-30% dai massimi, simile a quello avvenuto tra marzo e settembre 2024, potrebbe portare il prezzo verso i 75.000-80.000 dollari. Tuttavia, la tenuta dell’importante supporto a 91.000 dollari è cruciale. Sebbene il minimo sia stato toccato, una chiusura giornaliera al di sotto di questo livello è necessaria per confermare la rottura del supporto.

Se il livello dei 91.000 dollari dovesse cedere, il successivo supporto significativo si trova in area 88.000-87.000 dollari. Al di sotto di questo, si apre un vuoto di mercato del 10%, privo di volumi e supporti, che potrebbe portare a un rapido calo verso i 80.000 dollari. In tale scenario, un flash crash diventerebbe molto probabile, segnando una struttura di mercato estremamente negativa.

La chiusura del ciclo mensile resta un elemento chiave per determinare il prossimo movimento. Fino a quel momento, la tenuta del supporto attuale rimane il fattore più importante da monitorare per evitare un’accelerazione del ribasso.

Questa è l’unica possibilità per Bitcoin

La chiusura del ciclo semestrale di Bitcoin, iniziato probabilmente ad agosto o settembre, è imminente e potrebbe influire in modo significativo sul mercato. Essendo un ciclo di maggiore rilevanza rispetto a quello mensile, potrebbe anticipare una chiusura più rapida, accorciando il ciclo mensile attuale a 20-22 giorni invece dei consueti 30. Tuttavia, è improbabile che si verifichino movimenti rilevanti prima di questo intervallo di tempo.

Un possibile scenario positivo sarebbe un rimbalzo a metà del ciclo mensile, previsto intorno ai 15-16 giorni. Questo potrebbe portare Bitcoin a un recupero temporaneo verso i 95.000-96.000 dollari, offrendo una speranza che il supporto attuale regga. Successivamente, una fase ribassista finale potrebbe condurre a un doppio minimo senza però rompere il livello critico. Questo scenario rappresenta l’unica prospettiva moderatamente positiva al momento.

Dopo la chiusura del ciclo semestrale, si aprirà un nuovo ciclo che storicamente ha innescato rialzi significativi. L’ultimo ciclo semestrale ha prodotto un aumento del 100-117%, portando Bitcoin a nuovi massimi.

Sebbene sia improbabile un movimento di pari entità, è ragionevole attendersi una gamba rialzista, con il potenziale di rompere i massimi storici del 2024. Nonostante la fase attuale sia delicata, è importante ricordare che dopo la chiusura di un ciclo difficile, il mercato tende a riprendersi.

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